Ipse Caracalla nomen accepit a vestimento longo usque ad talos, quod populo donaverat, quod ante non fuerat. Unde hodieque Antoninianae dicuntur caracallae huiusmodi, in usu maxime Romanae plebis. Is opera Romae reliquit thermas nominis sui eximias, quarum cellam solearem architecti subsequentes negant posse ulla imitatione, qualis facta est, fieri. Nam et ex aere vel cypro cancelli superpositi sunt, quibus cameratio tota concredita est, et tantum est spatium ut id ipsum fieri negent potuisse docti mechanici, timentes ne cameratio concidat. Quis ignorat quin Caracalla reliquerit et porticum patris nomine, quae gesta illius contineret et triumphos et bella? Idem princeps non recusavit quin
viam novam muniret, quae est sub eius thermis Antoninianis: non dubito quin ea pulchrius inter Romanas vias nihil inveniatur.

Traduzione

Lo stesso Caracalla prese il nome da una veste lunga fino ai talloni che (egli) aveva introdotto tra il popolo e che non esisteva prima. Donde anche oggi sono chiamate antoniniane le “caracalle” di questo tipo, in uso specialmente presso la plebe romana. Costui lasciò a Roma come opera (pubblica) delle meravigliose terme che portano il suo nome (sui nominis), la cui stanza da bagno a forma di sandalo gli architetti successivi negano possa essere riprodotta per imitazione (lett. possa essere costruita, così come fu fatta, con alcuna imitazione). Infatti furono sovrapposti ponteggi di bronzo o di rame ai quali fu appoggiata tutta una volta, e la campata è così ampia che ingegneri esperti negano che ciò abbia potuto essere realizzato, temendo che la volta crolli. Chi non sa che Caracalla ha lasciato anche un portico in memoria del padre che raffigurava le sue gesta, i suoi trionfi e le sue guerre? Lo stesso imperatore non ricusò di inaugurare una nuova strada, che si trova sotto le sue terme antoniniane: sono certo (non dubito) che tra le vie romane non se ne trovi alcuna più bella di quella.