Cum Achilles decessisset, maxima contentio inter Aiacem Telamonium et Ulixem fuit. Nam ambo vindicabant ut sibi arma eius darent Graeci. Principes, cum diu consultavissent utri arma tribuerent, ea Ulixi addixerunt. Ob eam rem tanta ira exarsit Aiax ut insaniverit et per dies noctesque erraverit. Quaerebat enim ubi Ulixes esset, ut eum occideret. Cum in gregem ovium incidisset, furens gladium destrinxit et omnes oves gregis cecidit. Tandem Minerva, ne quid detrimenti ultra Graecis veniret, eum ad sanitatem perduxit. Ubi autem intellexit quanta fuisset amentia sua, eam ignominiam tolerare nullo modo sustinuit et ipse se interemit. Eum Graeci in litore sepeliverunt et Ulixes, intellegens quantae calamitatis causa fuissent illa arma, ea in mare proiecit.

Traduzione

Dopo che morì Achille, una grandissima contesa ci fu tra Aiace Telamonio ed Ulisse. Infatti ambedue pretendevano che i Greci dessero a loro le sue armi. I capi, dopo che ebbero riflettuto a lungo a chi dei due assegnassero le armi, le aggiudicarono ad Ulisse. Per questo motivo Aiace fu preso da così grande ira che impazzì ed andò errando giorno e notte. Cercava, infatti, dove fosse Ulisse per ucciderlo. Essendosi imbattuto in un gregge di pecore, furioso sguainò la spada e uccise tutte le pecore del gregge. Alla fine Minerva, affinché non capitasse ai Greci qualche ulteriore danno, lo riportò alla ragione. Quando, poi, Aiace si rese conto quanto grande fosse stata la sua pazzia, in nessun modo fu capace di sopportare quella vergogna e da sé si diede la morte. I Greci lo seppellirono sulla spiaggia e Ulisse, comprendendo di quanto grande disgrazia quelle armi fossero state causa, le gettò in mare.