Dura et laboriosa in agris agricolarum vita est; agricolae enim industriosi sunt: glebas scindunt, agros colunt, terram arant, adunca falcula spicas secant, capellas et agnas, vaccas cum vitulis pascunt. Dum vilici in agris mira cum sollertia laborant, feminae operas domesticas curant, lanam faciunt, mensam parant. In areis gallinae et columbae sunt; ab agricolis beluae fugantur. In areis sunt etiam procerae fagi et populi, frugiferae mali et piri. Agricolae cum filiis et filiabus in parvis casis habitant, et agricolarum filiae statuas dearum sertis spiceis magna laetitia coronant. Cum est bruma, agricolarum opera cessat; post cenam agricolae et finitimarum villarum accolae apud flammam sedent; iucundae fabulae narrantur a feminis: fabulis enim vitae curae levantur, familia advenaeque delectantur. Aspera autem et misera est vita agricolarum qui in aridis terris vivunt.

Traduzione

La vita dei contadini in campagna è dura e laboriosa; i contadini infatti sono operosi: scindono le zolle, coltivano i campi, arano la terra, tagliano le spighe con il falcetto uncinato, pascolano le caprette e le agnelle, le vacche con i vitelli. Mentre i fattori lavorano nei campi con ammirevole abilità, le donne curano le faccende domestiche, lavorano la lana, preparano la mensa. Sulle aiuole ci sono le galline e le colombe; le belve sono messe in fuga dai contadini. Sulle aiuole ci sono anche alti faggi e pioppi, meli e peri rigogliosi. I contadini con i figli e le figlie abitano in piccole capanne, e le figlie dei contadini incoronano con grande gioia le statue delle dee con spighe intrecciate. Quando c’è il solstizio d’inverno, il lavoro dei contadini s’interrompe; dopo cena i contadini e gli abitanti delle ville confinanti siedono presso il fuoco; vengono narrate dalle donne piacevoli favole: infatti attraverso le favole vengono alleviate le preoccupazioni della vita, la famiglia e i forestieri si divertono.
invece sgradevole e misera è la vita dei contadini che vivono in terre incoltivabili.