Olim callidus asinus per pratum errabat, sed repente lupum vidit. Quia fugere non poterat, claudicare incipiebat et flebat. Lupus asino appropinquavit et dixit: «Cur fles?». Ei respondit asinus: «Quia in talo meo spina acuta est et ego ambulare non possum. Amice, mihi succurre et a talo spinam extrahe». Lupus asino credit et succurrit, sed iam promptam praedam praegustat: in talo spinam petit, sed non invenit. Repente asinus calcitrat et lupi maxilla frangitur. Fabula docet: saepe astutia et consilio stulti superantur et adversariorum praestantia decipitur.

Traduzione

Una volta un asino astuto errava per il prato, ma all’improvviso vide un lupo. Dato che non poteva scappare, incominciava a zoppicare e piangeva. Il lupo si avvicinò all’asino e disse: “Perchè piangi?”. L’asino gli rispose: “Perché nel mio tallone c’è una spina appuntita ed io non posso camminare. Amico, aiutami e toglimi la spina dal tallone”. Il lupo crede all’asino e lo soccorre, ma pregusta già la preda a portata di mano: cerca la spina nel tallone ma non la trova. Improvvisamente l’asino tira calci e la mascella del lupo viene fracassata. La favola insegna: spesso gli sciocchi vengono vinti con l’astuzia e con uno stratagemma e la superiorità degli avversari viene tratta in inganno.