Anno sescentesimo duodeoctogesimo ab U.c. in Italia novum bellum subito commotum est. Septuaginta enim quattuor gladiatores, ducibus Spartaco, Crixo et Oenomao, effractis portis Capuae ludi, effugerunt et, per Italiam vagantes, septuaginta fere milibus servorum armatorum contractis, acre ac diutinum bellum in Romam moverunt, ut a senatu libertatem ac sua iura recuperarent. Multis Romanorum ducibus victis et duobus consulibus interfectis, per multos menses Spartacus eiusque serviles copiae totius Italiae regiones vastaverunt, donec victi sunt in Apulia a M. Licinio Crasso proconsule; itaque, post multas calamitates tertio anno huic bello finis impositus est.

Traduzione

Nell’anno seicentosettantotto dalla fondazione di Roma, in Italia all’improvviso scoppiò una nuova guerra. Infatti, sessantaquattro gladiatori, guidati da Spartaco, Crisso ed Enomao, sfondate le porte della scuola per gladiatori di Capua, fuggirono, e vagando per l’Italia, raccolti circa settantamila servi armati, mossero contro Roma una guerra aspra e lunga, per riconquistare dal senato la libertà e i propri diritti. Vinti molti comandanti dei Romani e uccisi due consoli, per molti mesi Spartaco e le sue truppe di schiavi devastarono le regioni di tutta Italia, finché furono sconfitti in Apulia dal proconsole M. Licinio Crasso; così, dopo molte sventure, nel terzo anno fu posta fine a questa guerra.