La straordinaria evoluzione della tecnica e della scienza che progrediscono giorno dopo giorno con ritmo sempre più incalzante pone all’attenzione di tutti la complessa problematica tra cultura scientifica e cultura religiosa.
La scienza ha il compito di osservare la realtà nei suoi diversi aspetti e nelle varie forme in cui si presenta e di leggerla secondo una visione rigorosamente scientifica. Essa procede  attraverso la formulazione di ipotesi che sono continuamente sottoposte a osservazioni critiche e confutazioni, sulla base di questo processo dinamico giunge alla formulazione di nuove teorie.
Come afferma il filosofo Popper, la scienza è un’opinione in attesa di smentite: secondo la teoria della falsificabilità comincia con problemi e progredisce lottando con problemi. La scienza ha sempre avuto una grande influenza sulla vita dell’uomo: ha prodotto strumenti che hanno completamente trasformato l’esistenza umana e ha vinto l’insicurezza dell’uomo di fronte a se stesso e alla natura.
Il problema è che dall’ultimo secolo fino ai nostri giorni si è largamente diffusa la convinzione che la fede possa essere sostituita dalla conoscenza scientifica. Ciò non permetterebbe il raggiungimento di una conoscenza oggettiva che è data dal sapere scientifico e dalla determinazione delle nostre aspirazioni, che dà significato all’esistenza e all’attività umana. Il sapere e le capacità tecniche, da sole, non potrebbero garantire all’umanità un’esistenza felice e dignitosa. La legge morale o divina che è precedente e superiore alle conquiste che la scienza realizza ha il diritto di fissare i limiti dell’evoluzione scientifica, per timore che essa se non regolata abbia come conseguenza la distruzione dell’umanità.
È ad esempio una reale minaccia dei nostri giorni l’orientamento dell’ingegneria genetica in direzione della clonazione: dopo gli esiti positivi degli esperimenti condotti su alcuni animali, l’opportunità di vedere nascere il primo uomo clonato non è lontana. Non bisogna perciò dimenticare che lo scienziato è un ricercatore responsabile e per questo deve indirizzare il suo percorso, i suoi studi verso una meta comune a quella della chiesa che non lede la dignità della persona umana ma ne sia a servizio.
Non si tratta di essere religiosi o meno ma di conservare i valori iscritti nel nostro cuore che da sempre caratterizzano l’uomo come essere eccellente e diverso dall’animale: questa è la religiosità dei valori che può salvare il mondo dal rischio di andare alla deriva, d’altronde è la scienza che è fatta per l’uomo e non il contrario.
Al fine di ancorare nell’animo umano i valori per cui l’esistenza umana ha significato, è necessario aiutare i giovani a crescere in uno spirito di umanità: la scuola deve educare ad un armonico inserimento dell’alunno nella società che lo circonda, avviandolo ad una critica responsabile di sé e degli altri.
Una corretta formazione di giovani è il compito principale della scuola che deve formare uomini liberi dal processo di schiavitù che la tecnologia determina. Come dice Einstein se il desiderio di conseguire questa meta è vivo e potente in noi, allora non mancheranno i mezzi atti a raggiungerla.