“Contra vim mortis non est medicamentum in hortis”: hoc adfirmant Scholae Salernitanae medici qui, ut hominum morbis vulneribusque mederentur, plurimarum herbarum vim effectumque experti sunt, sed iidem addunt quoque eum, qui salvia cotidie utatur, certe maturam senectutem adepturum (esse). Salvia enim nervos roborat, manuum tremorem tollit febrimque acutam fugat. Quam ob causam senes anusque cibis ac potionibus suis folia salviae componere solent. Ex salvia etiam vinum subamarum gustatu conficitur, quod maxime per hiemem valet contra renum et laterum dolores ac tussim; hoc admodum vaporosum est et cito inebriat. Duplex porro salvia in hortis spectatur: una latis et asperis foliis, altera foliis minoribus et contractioribus.

Traduzione

“Contro la forza della morte non vi è medicamento negli orti”: ciò affermano i medici della Scuola Salernitana che, per guarire le malattie e le ferite degli uomini, hanno sperimentato la potenza e l’efficacia di molte erbe, ma gli stessi aggiungono anche che colui che utilizza quotidianamente la salvia, raggiungerà certamente una vecchiaia inoltrata. La salvia, infatti, fortifica i nervi, toglie il tremore delle mani e allontana la febbre alta. Perciò gli anziani e le anziane sono soliti aggiungere foglie di salvia ai loro cibi e alle loro bevande. Dalla salvia si ricava anche un vino amarognolo ad assaporarsi, che, soprattutto durante l’inverno, fa bene contro i dolori ai reni e ai fianchi e la tosse; questo è altamente alcolico e inebria velocemente. Inoltre si vede salvia di due tipi negli orti: una con le foglie larghe e ruvide, l’altra con le foglie più piccole e raccolte.