Velleio Patercolo

Velleio Patercolo, vita e opere

Velleio Patercolo fu originario di Eclano nell’Irpinia e fu nipote e figlio di militari. Egli stesso militò sotto C. Cesare e Tiberio. Comandò la cavalleria in Germania nel 4 d.C. e fu designato pretore da Tiberio; infine, si ritirò a vita privata.

Le Historie di Vellerio Patercolo

Le sue Historie (Ad Marcum Vinicium libri duo) partono dalla guerra di Troia, toccando poi alcuni eventi della storia greca e orientale e arrivando alle guerre puniche nel I libro. Nel II libro invece si concentrano sul principato di Tiberio. La narrazione è squilibrata in quanto la prima parte è sintetica, mentre diventa sempre più dettagliata riguardo agli eventi più vicini. Tiberio viene descritto come l’apice della storia romana e il tono a questo punto diventa panegirico. Tiberio è il legittimo erede di Augusto, per cui deve essere rispettato dal popolo. L’atteggiamento di Velleio è quello del soldato che guarda l’imperatore in atteggiamento compartecipe dei rischi e dei trionfi vissuti prima della nomina imperiale di Tiberio. L’opera di Velleio è incentrata soprattutto sui singoli episodi e viene esaltato soprattutto l’interesse per la persona umana. Analizza puntigliosamente i personaggi descritti come in una galleria di ritratti, soffermandosi su partcolari e curiosità. Delinea ritratti incisivi ed efficaci, concentrandosi spesso sull’approfondimento psicologico, riprendendo un po’ la lezione di Sallustio. Da Livio invece riprende l’idea dell’eternità di Roma e della sua potenza politica. Evidenzia però, in alcuni passi della sua opera, la decadenza delle lettere, dovuta al fatto che ogni cosa che arriva all’apice è destinata a decadere. Per quanto riguarda lo stile, ci sono alcune cadenze sallustiane, preziosismi e spezzature che rendono movimentata la narrazione.

Libro 2, Capitolo 18

P. Sulpicius tribunus plebis disertus acer opibus gratia amicitiis vigore ingenii atque animi celeberrimus cum antea rectissima voluntate apud populum maxumam quaesisset dignitatem quasi pigeret eum virtutum suarum et bene consulta ei male cederent subito pravus et praeceps se C. Mario post septuagesimum annum omnia imperia et omnes provincias concupiscenti addixit legemque ad populum tulit […]

Ambizione di Caio Mario

Bellum deinde Iugurthinum Q. Metellus gessit, dux nulli secundus saeculi sui. Huius legatus fuit C. Marius, natus non infimo loco, hirtus atque horridus vitaque sanctus, quantum bello optimus tantum pace pessimus, immodicus gloriae, honorum cupidus, effrenatus semperque inquietus, Hic per publicanos aliosque in Africa mercatores vituperavit Metelli lentitudinem in bello, eius nobilitatis superbiam et cupiditatem […]

Le antiche guerre della Grecia

Fere anno octogesimo(=ottocento anni) post Troiam captam, centesimo et vigesimo(=centoventi) quam(=da quando) Hercules ad deos excesserat, Pelopis progenies,cum omni hoc tempore.pulsis Heraclidis, Peloponnesi imperium obtinuisset,ab Herculis progenie expellitur.Duces electi sunt ut imperium recuperarent Temenus,Cresphontes,Aristodemus.Eodem fere tempore,Athenae sub regibus esse desierunt:ex iis ultimus fuit Codrus,Melanthi filius. Cum Laecedemonii gravi bello Atticos premerent respondissetque Pythius victore futuros […]

Fine di Bruto e Cassio

Tum Caesar et Antonius traiecerunt exercitus in Macedoniam et apud urbem Philippos cum Bruto Cassioque acie concurrerunt. Cornu, cui Brutus praeerat, impulsis hostibus castra Caesaris cepit (nam ipse Caesar, etiamsi infirmissimus valetudine erat, obibat munia ducis, oratus etiam ab Artorio medico, ne in castris remaneret, manifesta denuntiatione quietis territo), id autem, in quo Cassius fuerat, […]