Educazione sessuo-affettiva, il 34,7% degli studenti la chiede: Valditara replica «già nei programmi»

Educazione sessuo-affettiva, il 34,7% degli studenti la chiede: Valditara replica «già nei programmi»

Un'indagine su 25mila studenti mostra che il 34,7% chiede un rafforzamento dell'educazione affettiva e sessuale a scuola. Il ministro Valditara risponde che è già presente nelle linee guida di educazione civica.
Educazione sessuo-affettiva, il 34,7% degli studenti la chiede: Valditara replica «già nei programmi»

L’indagine “Senso della scuola, senso del lavoro”, condotta dall’Osservatorio Iride e presentata alla Camera dei Deputati, ha coinvolto oltre 25mila studenti provenienti da tutta Italia. I risultati mostrano un interesse significativo per i temi legati ai diritti e ai doveri, con una richiesta esplicita emersa in modo chiaro.

Il 34,7% degli studenti intervistati chiede un rafforzamento dell’educazione affettiva e sessuale nel percorso scolastico. Questo dato quantitativo, emerso da un campione ampio e rappresentativo, evidenzia una domanda concreta proveniente direttamente dal mondo studentesco.

L’ampiezza del campione conferisce solidità statistica al risultato e ne sottolinea la rilevanza nel dibattito educativo nazionale. La ricerca intercetta un bisogno formativo che i giovani riconoscono come prioritario per il proprio sviluppo personale e relazionale all’interno del contesto scolastico.

Le linee guida su educazione civica e affettiva secondo Valditara

Durante la presentazione alla Camera, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto in collegamento per chiarire la posizione del dicastero sul tema. Il ministro ha sottolineato come le nuove linee guida sull’educazione civica già integrino l’educazione affettiva nei programmi scolastici.

“Molti ragazzi vogliono conoscere i propri diritti e doveri – ha dichiarato Valditara – ed è per questo che abbiamo emanato le nuove linee guida sull’educazione civica”. Il ministro ha poi affrontato direttamente una critica ricorrente nel dibattito pubblico: “C’è chi continua a diffondere l’idea che l’educazione affettiva manchi nella scuola italiana. È un refrain, ma non è vero“.

Secondo la posizione ministeriale, l’educazione affettiva è presente nei curricula se intesa come educazione all’affetto, all’empatia e alla gestione delle emozioni. “Noi abbiamo introdotto l’educazione affettiva – ha spiegato Valditara – ed è presente nelle nuove linee guida dell’educazione civica”.

Il contrasto tra la percezione diffusa di un’assenza e l’affermazione istituzionale di una presenza nei programmi delinea uno dei nodi centrali del dibattito.

La mobilitazione di AltraPsicologia e le 20mila firme

Il tema dell’educazione sessuo-affettiva ha mobilitato anche la società civile. Oltre 20mila cittadini hanno sottoscritto la petizione promossa da AltraPsicologia per chiederne l’introduzione strutturata nelle scuole.

La segretaria Marta Giuliani ha sottolineato che raggiungere questo numero di firme significa “dare voce a famiglie, studenti e professionisti della salute mentale che chiedono una scuola capace di andare oltre la semplice trasmissione di nozioni”. Secondo l’associazione, l’educazione sessuo-affettiva rappresenta “un investimento in salute, prevenzione e cittadinanza, non un’impostazione ideologica”.

La presidente Fortunata Pizzoferro parla di un “messaggio chiaro alla politica”: non è più possibile rinviare un intervento che risponda ai cambiamenti sociali e alle criticità emergenti, dal disagio psicologico giovanile ai dati sulla violenza di genere.

Gli snodi del dibattito: programmi, salute e prevenzione

Il confronto tra richieste dal basso e risposte istituzionali evidenzia convergenze e frizioni. Da un lato, il 34,7% degli studenti chiede più educazione affettiva e sessuale, una mobilitazione civile raccoglie oltre 20mila firme e si invoca prevenzione del disagio e della violenza di genere.

Dall’altro, il ministro Valditara ribadisce che l’educazione affettiva – intesa come gestione delle emozioni ed empatia – è già presente nelle linee guida di educazione civica. La convergenza riguarda la centralità delle competenze emotive e dei diritti; la frizione sta nella percezione di assenza da parte di studenti e associazioni contro l’affermazione ministeriale di presenza curricolare.

Resta il bisogno di chiarezza operativa per scuole e famiglie.

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