Maturità 2026, Valditara: esame più rigoroso con commissioni miste e bocciatura automatica

Maturità 2026, Valditara: esame più rigoroso con commissioni miste e bocciatura automatica

Il ministro dell'Istruzione Valditara presenta la nuova maturità 2026: esame più serio con commissioni miste, criteri rigidi sulle insufficienze e bocciatura automatica a due voti negativi.
Maturità 2026, Valditara: esame più rigoroso con commissioni miste e bocciatura automatica

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha respinto le critiche sulla nuova maturità in un’intervista al Quotidiano Nazionale, sostenendo che l’esame è «più serio, non più facile». La riforma intende superare le incongruenze del passato, quando ai candidati venivano richiesti collegamenti interdisciplinari giudicati forzati e privi di logica: il ministro ha citato il caso emblematico dello studente di liceo classico cui si mostrava la foto di un vulcano chiedendo connessioni tra discipline.

I sondaggi e i social network attestano la soddisfazione degli studenti per il nuovo impianto, che introduce criteri di rigore più stringenti anche sulle valutazioni finali: una insufficienza espone al rischio di bocciatura, due determinano bocciatura automatica.

La struttura delle prove scritte e il calendario

L’esame di Stato 2026 si articola secondo il d.lgs. 62/2017, modificato dal d.l. 127/2025 e convertito dalla legge 164/2025. La prima prova scritta di italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, si svolge giovedì 18 giugno 2026 a partire dalle ore 8:30. La seconda prova verte sulle discipline caratterizzanti ciascun percorso scolastico e varia in base all’indirizzo frequentato.

Alcuni percorsi prevedono una terza prova scritta: le sezioni EsaBac ed EsaBac techno, le sezioni con opzione internazionale, le scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e le scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia affrontano questa prova aggiuntiva per certificare competenze linguistiche e culturali specifiche del proprio ordinamento.

Le commissioni d’esame e l’equilibrio valutativo

La composizione delle commissioni d’esame per la maturità 2026 segue un modello misto operativo dall’anno scolastico corrente. Ogni commissione si articola su cinque figure: un presidente esterno, due membri interni provenienti dalla scuola del candidato e due membri esterni.

Questa struttura risponde all’esigenza di bilanciare la conoscenza diretta del percorso formativo degli studenti con l’imparzialità garantita da valutatori esterni. I membri interni portano continuità didattica e comprensione del contesto scolastico; i membri esterni assicurano oggettività nel giudizio. Il presidente esterno coordina i lavori e garantisce omogeneità procedurale tra le diverse commissioni sul territorio nazionale.

Il colloquio orale: competenze, PCTO ed educazione civica

Il colloquio orale rappresenta la fase conclusiva dell’Esame di Stato 2026 e si articola su quattro discipline. La commissione accerta il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale dello studente, verificando l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina.

Lo studente deve dimostrare la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite attraverso un’argomentazione critica e personale. Il colloquio valorizza la responsabilità e l’impegno dimostrati in azioni particolarmente meritevoli, desumibili dal Curriculum dello studente.

Gli studenti espongono le esperienze svolte nell’ambito delle attività di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). Il colloquio include anche le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica, elemento centrale della riforma che attribuisce maggiore peso alla formazione del cittadino.

L’esame risulta validamente sostenuto solo se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, compreso il colloquio.

La valutazione finale e il peso della condotta

La riforma introduce soglie rigide che modificano l’accesso all’esame e la composizione del voto finale. Una insufficienza nello scrutinio finale espone lo studente al rischio di non essere ammesso. Due insufficienze comportano la bocciatura automatica, eliminando margini di discrezionalità. Questo assetto obbliga gli studenti a distribuire l’impegno su tutte le discipline curricolari, non più solo su quelle oggetto di colloquio.

Il voto in condotta incide direttamente sull’assegnazione del credito scolastico, condizionando il punteggio disponibile prima dell’esame. I candidati con valutazione del comportamento pari a 6/10 devono presentare un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. La prova mira ad accertare consapevolezza civica e capacità di riflessione su temi di responsabilità collettiva.

L’esame si considera validamente sostenuto solo se il candidato ha svolto regolarmente tutte le prove previste, compreso il colloquio orale.

Le implicazioni per gli studenti: preparazione e responsabilità

La riforma impone agli studenti di rivedere il proprio approccio allo studio. Il ministro Valditara sottolinea che occorre preparare con attenzione tutte le materie, non limitandosi a quelle oggetto del colloquio orale. Le nuove soglie di insufficienza richiedono un impegno costante durante l’intero anno scolastico.

Il rigore dell’esame riflette la centralità del profilo educativo complessivo dello studente. La valutazione non si concentra più solo sulle discipline del colloquio, ma investe l’intera gamma delle conoscenze acquisite. Gli studenti devono dimostrare capacità di argomentazione critica e personale, valorizzando anche le esperienze maturate nei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento.

La preparazione deve integrare le competenze di educazione civica. I candidati con voto in condotta pari a sei decimi affrontano un ulteriore onere: presentare un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale. Questo elemento aggiuntivo richiede consapevolezza delle proprie responsabilità civiche e capacità di riflessione strutturata.

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