Nel 2024 l’Italia ha avviato una profonda trasformazione del sistema di accesso a Medicina e Chirurgia, superando il test unico nazionale che per anni ha rappresentato l’unica via d’ingresso alla facoltà. Il vecchio modello era stato a lungo criticato per rigidità e per la forte pressione psicologica su migliaia di aspiranti medici, costretti a giocarsi tutto in un’unica giornata.
La nuova riforma punta invece su trasparenza, equità ed efficienza, rispondendo sia alle necessità del Servizio Sanitario Nazionale sia alle richieste di studenti e famiglie. Al posto della singola prova, il percorso selettivo prevede ora maggiore flessibilità e opportunità plurime di valutazione, con l’obiettivo di garantire una selezione più giusta e meno legata al caso.
Le parole di Bernini: difesa e apertura ai miglioramenti
La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è intervenuta in commissione Istruzione alla Camera per rispondere alle interrogazioni sulla riforma. Durante l’audizione ha ammesso che il nuovo sistema di selezione è “perfettibile”, ma ha escluso fermamente che rappresenti un fallimento.
Le sue dichiarazioni sono avvenute in un contesto di forte attenzione mediatica, vista l’importanza del tema per decine di migliaia di studenti e famiglie italiane. La ministra ha invitato ad attendere la conclusione del semestre aperto prima di trarre un bilancio definitivo.
Le nuove regole: doppia sessione, semestre aperto e graduatoria unica
La novità principale della riforma riguarda la modalità di svolgimento degli esami di ammissione a Medicina: si supera il test unico annuale, sostituito da due appelli distribuiti nell’arco dell’anno accademico. Gli studenti hanno la possibilità di partecipare ad entrambe le prove, scegliendo strategicamente quando sostenere l’esame in base alla propria preparazione e agli impegni scolastici.
Il percorso si articola attraverso un semestre aperto, avviato lo scorso settembre e destinato a concludersi il 28 febbraio. Durante questo periodo, i candidati possono dimostrare le proprie competenze in due differenti occasioni: il primo appello, i cui risultati sono già stati pubblicati, e il secondo appello, con voti in arrivo il 23 dicembre 2024.
L’elemento più innovativo consiste nella graduatoria unica nazionale: non esistono più liste separate per ciascuna sessione, ma un’unica classifica che combina i punteggi delle due prove. Questo meccanismo premia sia la costanza sia l’eccellenza, permettendo agli studenti di valorizzare un eventuale miglioramento nel secondo appello ed eliminando il rischio di esclusione a causa di una singola giornata sfortunata.
L’obiettivo dichiarato è ridurre lo stress da prestazione legato all’unica data annuale e garantire un percorso selettivo più equo e trasparente.
I numeri e le criticità: partecipazione, dubbi e proposte
I dati del Ministero fotografano una competizione intensa: oltre 55 mila studenti si sono iscritti al percorso selettivo, ma i posti disponibili nelle facoltà sono solo 24 mila. Il divario evidenzia la forte domanda di formazione medica e la necessità di bilanciare qualità e capacità di accoglienza.
Nonostante l’intento innovativo, la riforma ha suscitato perplessità. Molti studenti lamentano la sovrapposizione delle sessioni d’esame con altri impegni scolastici e la complessità del nuovo sistema di valutazione. Docenti e associazioni hanno inoltre evidenziato possibili disparità tra candidati provenienti da percorsi formativi diversi.
In risposta, sono emerse diverse proposte di miglioramento:
- Calendari più flessibili per venire incontro alle esigenze individuali
- Piattaforme informatiche semplificate per registrazioni e risultati
- Servizi di orientamento e tutorato rafforzati
- Una revisione dei criteri di calcolo dei punteggi per garantire maggiore equità
Il ruolo del Parlamento e i prossimi passi
Il Parlamento seguirà l’intera attuazione attraverso informative alle commissioni competenti. Bernini ha garantito monitoraggio continuo e apertura agli aggiustamenti necessari dopo il semestre aperto.