Non è la prima volta che si verifica un furto digitale riguardante la Carta del docente. L’ultimo noto è quello che ha interessato una maestra emiliana. A questa sono stati sottratti ben 950 euro. L’insegnante aveva sulla carta una cifra che aveva tenuto da parte per l’acquisto di un hardware, ma al momento della generazione del buono si è resa conto di come il suo credito fosse stato prosciugato. Cercando di capire cosa fosse successo, ha avuto un’amara sorpresa. Ha trovato sul portale un avviso nel quale ha potuto riscontrare che tale cifra era stata spesa lo scorso 17 ottobre su Amazon. Addio hardware, quindi.

Carta del docente: rubati 950 euro ad una prof

Ma non è il solo caso ad essersi verificato di recente. La stessa sorte è spettata ad una docente in provincia di Reggio Calabria. Alla professoressa era stato addebitato un importo da lei non speso. Ma in questo caso sarebbe stata imprudente. Avrebbe infatti lasciato la piattaforma aperta con tanto di login effettuato e qualche suo collega ne avrebbe approfittato per generare buoni Amazon da spendere a proprio vantaggio (e probabilmente non per l’acquisto di quanto previsto dalla Carta del docente). Sempre che non sia stata “fregata” da uno dei suoi parenti. Sembra che la docente abbia chiesto delucidazioni ad Amazon, ma che il colosso non abbia voluto fornire informazioni opponendo resistenza a tutela della privacy dei propri clienti. Alla prof, quindi, non è rimasto altro da fare che denunciare l’accaduto a carabinieri.

L’assistenza della carta ha aperto un fascicolo contro ignoti

Tornando alla prof emiliana, la stessa avrebbe invece contattato il servizio Assistenza della Carta del docente, che ha ammesso come siano stati parecchi i casi simili a quello che l’ha coinvolta segnalati in giro per l’Italia. Dalla risposta ricevuta si evince quindi che questa pratica sia piuttosto diffusa nella nostra penisola. Cercando di trovare una spiegazione, nel caso della docente emiliana si è verificato a tutti gli effetti un furto dell’identità digitale. Come da suggerimento dei Carabinieri dovrà rivolgersi al Mim (ovvero al Ministero dell’istruzione e del merito), poiché a quanto pare Amazon non sarebbe tenuto ad agire a tutela di chi sia stato privato dei suoi soldi in maniera illecita. Anche se, ricordiamo, essendo un contributo strettamente personale, il codice Amazon potrebbe essere utilizzato solo dal titolare del buono. Da parte sua, il Servizio Assistenza clienti della Carta del docente ha aperto un fascicolo contro ignoti.

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