Studente bocciato: la mamma chiede il risarcimento danni

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a molti ricorsi in merito alle bocciature di alcuni studenti con il Tar che ha accolto la richiesta di diversi genitori a discapito delle scuole. Stavolta invece il Tar ha detto di no. La sentenza è stata pubblicata lo scorso 9 dicembre, tuttavia la vicenda risale al 2018. Il ragazzo in questione non era riuscito a superare gli esami di recupero in matematica e fisica e aveva deciso di cambiare scuola. Per questo la madre aveva denunciato il liceo pescarese frequentato dal figlio e il Ministero dell’Istruzione, sostenendo che era l’istituto ad essere venuto meno ai suoi obblighi formativi e pedagogici. In realtà la donna non ha fatto ricorso per la bocciatura, ma ha solo chiesto il risarcimento danni e probabilmente per questo motivo la sezione di Pescara del Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso, dichiarandolo infondato.

Studente bocciato: la madre denuncia la scuola, ma il Tar le dà torto

Studente bocciato: la protesta della mamma

Lo studente in questione era minorenne all’epoca ed era arrivato a Pescara dopo una adozione internazionale. A causa dei due debiti sopra citati era stato promesso con sospensione di giudizio, tuttavia a settembre non è riuscito a superare i test quindi non era stato ammesso alla classe successiva. Da qui la scelta di cambiare scuola. La madre ha deciso di protestare in quanto secondo lei non sarebbe stata applicata la normativa di settore prevista per i minori adottati, e perciò il ragazzo non sarebbe stato messo nella condizione di poter colmare i propri debiti formativi. In questi casi, generalmente, i ragazzi hanno necessità di percorsi didattici personalizzati e calibrati sulle esigenze di apprendimento degli studenti con bisogni educativi speciali (Bes).

Studente bocciato: perché il ricorso è stato respinto

Lo scorso ottobre nel corso dell’udienza straordinaria è stato esaminato il ricorso, tuttavia, è stato considerato infondato per due ragioni: per prima cosa non è stato mai preso in considerazione il provvedimento di mancata ammissione alla classe superiore, per seconda cosa la decisione di non avvalersi della tutela impugnatoria comporta la non risarcibilità del danno. Secondo i giudici amministrativi (Paolo Passoni, presidente, Renata Emma Ianigro, consigliere, e Massimiliano Balloriani, consigliere – estensore), infine, il ricorso è inammissibile.