Era stata respinta a seguito di test di ingresso dal liceo musicale Tenca, ma il tribunale ha ordinato l’ammissione senza prove della ragazzina disabile, nonché il Ministero dell’istruzione al pagamento di 3000 euro. E’ successo in Lombardia, regione nella quale una studentessa con disabilità cognitiva e invalidità al 100% non era stata ammessa al liceo musicale. Su iniziativa della famiglia, però, gli avvocati Livio Neri e Francesco Rizzi hanno presentato un ricorso e l’hanno vinto, con enorme soddisfazione di mamma, papà e alunna.

La ragazza sarà ammessa senza prova selettiva

E’ così che ha disposto il Tribunale di Milano, sezione Prima, diritti della persona. La sentenza emessa lo scorso giovedì 7 aprile in risposta al ricorso presentato dai legali della famiglia della 15enne parla chiaro.  La giudice Serena Nicotra ha condannato l’istituto a iscrivere la studentessa disabile al primo anno senza dover prima effettuare la relativa prova di ingresso. Ma non solo: ha anche condannato il Ministero dell’Istruzione a pagare un risarcimento. La somma che dovrà corrispondere alla famiglia della ragazza è pari a 3000 euro.

Studentessa disabile discriminata al test di ingresso: il tribunale condanna la scuola

Il ricorso

Oggetto del ricorso presentato dagli avvocati della famiglia è stata “l’azione discriminatoria posta in essere ai danni dell’alunna minore con disabilità” a seguito della condotta dell’Amministrazione scolastica consistente nella mancata ammissione della ragazzina al primo anno del Liceo musicale per l’anno scolastico 2021/22. L’istituto sarebbe anche colpevole di non aver predisposto “adeguati accomodamenti ragionevoli a favore di una minore con disabilità per svolgere la prova di ammissione”. Dunque, non una prova individualizzata per andare incontro alla sua personale situazione.

La ragazzina disabile ha svolto il test in posizione di svantaggio

L’ammissione al liceo musicale Tenca di Milano prevede il superamento di un test di ammissione. E’ a numero chiuso a differenza di altri istituti musicali della città. Ma passiamo ai fatti: l’aspirante studentessa è stata convocata in vista del test di ingresso così come tutti gli altri candidati. Tuttavia, si è trovata a sostenere la prova senza i dovuti accorgimenti, ovvero senza la sua insegnante di sostegno che, nei fatti, si è tramutata in una prova svolta in una “posizione di svantaggio rispetto agli altri alunni”. Accolto il ricorso la ragazza, che nel frattempo si era iscritta ad un liceo musicale nella città di Lecco, potrà frequentare quello inizialmente scelto che si trova invece nel capoluogo lombardo, dove vive insieme alla sua famiglia.

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