La Prima Conferenza Nazionale delle Scuole di Pace si è svolta venerdì 16 e sabato 17 gennaio 2026 presso l’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con la Fondazione PerugiAssisi. L’iniziativa ha l’obiettivo di costruire una rete nazionale coordinata per l’educazione alla pace, posizionando l’ateneo come hub di riferimento per la diffusione della cultura della nonviolenza nelle scuole italiane.
L’evento ha riunito dirigenti scolastici e docenti per condividere pratiche didattiche e definire strategie comuni di intervento educativo sui temi della cittadinanza e della convivenza.
I numeri della partecipazione e l’ampiezza geografica
La conferenza ha registrato una partecipazione significativa con oltre 300 dirigenti scolastici e docenti, rappresentanti di 156 istituti scolastici distribuiti in 116 città di 18 regioni italiane. I dati testimoniano la dimensione nazionale dell’iniziativa e la capacità della rete di coinvolgere territori eterogenei, dalle aree metropolitane ai piccoli comuni.
La copertura geografica comprende Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania, Toscana, Piemonte e Sicilia, con presenza anche da zone montane e aree interne. La varietà istituzionale include istituti comprensivi, licei, scuole tecniche e professionali del primo e secondo ciclo, sia statali che paritarie.
La rettrice Antonella Polimeni e la delegazione studentesca
La rettrice Antonella Polimeni ha aperto i lavori della conferenza, richiamando l’importanza di educare alla pace attraverso competenze trasversali, cittadinanza attiva e responsabilità individuale e collettiva. Nel suo intervento ha sottolineato la necessità di promuovere modelli di scuola inclusivi e orientati all’innovazione pedagogica, capaci di rispondere alle sfide contemporanee.
Accanto alla rettrice era presente una delegazione studentesca, la cui voce è stata protagonista nei lavori: un segnale concreto dell’impegno della Sapienza per l’ascolto delle nuove generazioni. Questo approccio ha rafforzato il legame tra università e mondo della scuola, conferendo autorevolezza istituzionale all’evento e consolidando il ruolo della Sapienza come punto di riferimento nazionale per l’educazione alla pace.
La Lampada della Pace di Assisi: valore simbolico e riconoscimento
Durante la cerimonia di apertura, la rettrice Polimeni ha ricevuto la Lampada della Pace di Assisi, un riconoscimento che sottolinea l’impegno dell’ateneo nella promozione dei valori francescani. Questo simbolo, tradizionalmente assegnato a personalità e istituzioni che si distinguono per il dialogo e la nonviolenza, ha rappresentato un momento centrale dell’evento.
La consegna ha rafforzato l’identità della Sapienza come hub nazionale per l’educazione alla pace e ha dato forza simbolica alla rete in costruzione, motivando i partecipanti a tradurre i principi di fraternità e solidarietà in pratiche didattiche concrete.
Il programma “Sui passi di Francesco”: obiettivi e attività
Durante la conferenza è stato lanciato ufficialmente il programma “Sui passi di Francesco”, ideato dalla Fondazione PerugiAssisi insieme alle scuole aderenti alla rete. L’iniziativa propone un percorso formativo ispirato agli insegnamenti di Francesco d’Assisi, incentrato su pace, giustizia e cura dell’altro.
Il programma articola le sue attività su più livelli: sessioni formative rivolte a studenti e docenti, laboratori didattici sulle tematiche della pace, scambi tra istituti di regioni diverse e partecipazione a incontri nazionali e internazionali. Ogni attività è progettata per sviluppare competenze trasversali come cooperazione, comunicazione interculturale e pensiero critico, traducendo i valori dichiarati in pratiche concrete all’interno delle classi e delle comunità scolastiche.
Le reti scolastiche per la pace: benefici e sfide operative
Le reti nazionali tra istituti rappresentano uno strumento chiave per diffondere e consolidare le pratiche educative alla pace. I vantaggi operativi emersi durante la conferenza includono la circolazione sistematica di metodologie didattiche tra scuole, programmi di formazione continua per docenti, opportunità di scambi studenteschi all’interno di progetti dedicati e il rafforzamento del rapporto tra istituti, territorio e istituzioni locali.
Tuttavia, il confronto tra dirigenti ha evidenziato la necessità di una strutturazione nazionale più solida per garantire sostenibilità e incisività nel tempo, superando la frammentazione delle iniziative locali e assicurando equità territoriale nell’accesso alle risorse formative.
Le testimonianze e gli interventi: evidenze dal confronto
I lavori della conferenza hanno alternato tavole rotonde e workshop, dando voce ad accademici, rappresentanti della Fondazione PerugiAssisi, dirigenti scolastici ed esperti di pedagogia. Gli studenti hanno portato testimonianze dirette su come la cultura della pace abbia inciso sulla loro formazione e sul clima di classe.
Diversi istituti hanno presentato progetti già sperimentati, proponendoli come modelli replicabili su scala nazionale. Il confronto ha messo in luce anche le principali criticità operative: necessità di formazione continua per i docenti, maggiore coinvolgimento delle famiglie, dialogo strutturato con gli enti locali e sviluppo di materiali didattici specifici.
L’impatto su educazione e politiche scolastiche
I dirigenti scolastici hanno sottolineato come un’educazione orientata ai valori della nonviolenza e del dialogo interculturale contribuisca al contrasto di bullismo, discriminazione ed emarginazione. Tra le richieste condivise emerge quella di inserire sistematicamente l’educazione alla pace nel curriculum, in linea con le direttive europee su cittadinanza e interculturalità.
Si è parlato anche della necessità di investire risorse stabili e di prevedere misure di valutazione d’impatto attraverso raccolta dati e verifica degli effetti sulle comunità scolastiche.
Le prospettive operative per il 2026
Dopo la conferenza, il calendario prevede:
- Incontri territoriali di approfondimento per consolidare le collaborazioni locali
- Campagne di sensibilizzazione rivolte a nuove scuole
- Materiali didattici online accessibili ai docenti
- Corsi di formazione a distanza
- Eventi nazionali in occasione di giornate simboliche, come la Giornata Internazionale della Pace
L’obiettivo è rafforzare stabilmente le reti scuole per la pace Italia, garantendo continuità e impatto misurabile per studenti e comunità scolastiche.