Studenti online 6 ore al giorno: il 63% connesso nel pomeriggio, solo il 23% riesce a ridurre

Studenti online 6 ore al giorno: il 63% connesso nel pomeriggio, solo il 23% riesce a ridurre

Il 63,1% degli studenti naviga online tra le 13 e le 19. Oltre un terzo supera le 5 ore quotidiane di connessione, ma solo il 23,3% riesce a ridurre stabilmente.
Studenti online 6 ore al giorno: il 63% connesso nel pomeriggio, solo il 23% riesce a ridurre

Durante l’orario scolastico l’uso degli smartphone resta vietato o fortemente limitato. Appena terminano le lezioni, però, la situazione cambia. Secondo l’Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale, il 63,1% degli studenti dichiara di navigare online tra le 13 e le 19, nella fascia pomeridiana immediatamente successiva all’uscita da scuola.

È in queste ore che si concentra la quota più rilevante di connessioni quotidiane, tra social, video, intrattenimento e studio.

La navigazione non si interrompe con il calare della sera. Il 47,2% degli studenti continua a essere online tra le 19 e le 23, mentre il 9% utilizza internet anche dopo le 23. Si tratta di fasce in cui la connessione persiste senza le scansioni tipiche dell’ambiente scolastico.

Emerge inoltre una quota del 15,1% che dichiara di essere connessa “sempre”, senza identificare fasce orarie precise. Questo dato segnala una modalità di utilizzo continua, non segmentabile in momenti definiti della giornata.

Le ore complessive online e il peso del pomeriggio

Il tempo trascorso connessi non rappresenta una frazione marginale della giornata. Oltre un terzo degli studenti supera le cinque ore quotidiane online, mentre il 39,5% resta collegato tra le tre e le cinque ore ogni giorno.

Questi dati, rilevati dall’Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale, acquistano ulteriore rilievo se letti in rapporto ai vincoli imposti durante l’orario scolastico.

Poiché l’uso degli smartphone resta vietato o fortemente limitato in classe, la quasi totalità di queste ore si concentra inevitabilmente nel dopo scuola. Il pomeriggio e la sera assorbono così la quota principale del tempo digitale quotidiano, in perfetta coerenza con i picchi rilevati tra le 13 e le 19 e tra le 19 e le 23.

Il risultato è una sovrapposizione tra disponibilità di tempo libero e connessione continua, che ridisegna l’intera organizzazione della giornata degli studenti al di fuori dell’ambiente scolastico.

La scuola come spazio regolato e la gestione domestica

Durante l’orario scolastico l’uso degli smartphone resta vietato o fortemente limitato in modo uniforme. La scuola rappresenta uno degli ultimi ambienti in cui la connessione viene regolata in maniera strutturata e condivisa, con norme applicate a tutti gli studenti.

Una volta usciti dall’istituto, la gestione del tempo online passa nelle mani delle famiglie e degli stessi ragazzi. In questo spazio la regolazione diventa individuale e meno definita, senza i confini imposti dal contesto scolastico.

L’autonomia domestica si traduce in una maggiore libertà di accesso ai dispositivi, rendendo più variabili le modalità e i tempi di utilizzo rispetto alla pausa forzata delle ore di lezione.

I tentativi di riduzione e gli esiti dichiarati

Il 56,5% degli studenti ha provato a ridurre il tempo trascorso su internet, secondo i dati dell’Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale. Il tentativo è diffuso, ma gli esiti restano eterogenei.

Il 23,3% dichiara di essere riuscito a consolidare stabilmente la riduzione. Il 44,7%, invece, ha mantenuto il cambiamento solo per un periodo limitato, tornando successivamente ai livelli precedenti.

Le difficoltà emergono soprattutto nelle fasce orarie di maggiore densità di connessione. Il pomeriggio e la sera, quando l’utilizzo è continuo e privo di vincoli esterni, rendono più complesso interrompere l’uso o mantenere nuove abitudini nel tempo.

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