Si scrive do o dò? La regola

Tra i tanti dubbi grammaticali ce n’è uno relativo alla prima persona singolare dell’indicativo presente del verbo “dare”: si scrive do oppure dò? Il dubbio è effettivamente lecito, in quanto, la forma “do” del verbo “dare”  ha la stessa grafia della nota musicale “do”. Chiariamo allora subito una cosa: secondo l’Accademia della Crusca, è preferibile la forma senza l’accento, in quanto l’omografia con la nota musicale non può generare confusione.

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Do o dò, la regola

Dunque, è difficile pensare che qualcuno possa non distinguere il do come verbo dal do come nota, visti i contesti molto diversi in cui le due grafie vengono utilizzate. La domanda ‘’do o dò?’’ è comunque legittima: il dò con l’accento, effettivamente, non è propriamente errato, ma ormai l’accento è considerato superfluo, quindi è consigliabile utilizzare sempre la forma “do”, ormai affermatasi largamente.

Utilizzo di do e dò: breve storia letteraria

Una piccola curiosità! In passato alcuni scrittori hanno utilizzato la grafia dò, in quanto nei secoli precedenti l’oscillazione tra le due forme era tollerabile. Ad esempio, ricordiamo Marino nell’Adone (“or or tel dò ferito”) e Svevo nel romanzo La coscienza di Zeno (“ti dò anche un altro bacio”).

Tutto chiaro? E’ normale non avere la certezza riguardante, in generale, le regole dell’accento, in quanto queste sono tantissime, ci sono numerose eccezioni e, come ben sapete, nel tempo una lingua si evolve nel tempo.

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