Il Ministro Bianchi vuole portare la filosofia negli istituti tecnici. La riforma che introduce la materia dovrebbe essere pronta prima dell’estate. Ciò è quanto è emerso all’indomani del convegno su «Etica e intelligenza artificiale» svoltosi a Venezia ed organizzato da Aspen Institute con Tim e Intesa Sanpaolo. Ciò che preme, secondo Francesco Profumo, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, è aprire il sistema educativo rimasto invariato dalla riforma Gentile che, ancora oggi, separa materie umanistiche e scientifiche.

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L’importanza della filosofia negli istituti tecnici

Ma la filosofia, disciplina che ci aiuta a comprendere meglio il mondo, noi e gli altri, il nostro modo di agire ed i fini che ci muovono, il nostro modo di farci un’idea di tutto ciò che ci circonda, ci fornisce le basi di quel pensiero critico che ci aiuterà laddove la scuola non può arrivare. Ovvero a continuare ad imparare per tutta la vita, anche al di fuori delle aule.

«La scuola non riesce a prepararci per il futuro, ma deve fornirci gli strumenti per continuare a imparare. Impareremo per tutta la vita, perciò pensiero critico e creatività sono cruciali».

Conclude Profumo. Si trova d’accordo il Ministro Bianchi che, riconoscendo che big data e Ai siano la strada, dichiara:

«ma non abbiamo abbastanza risorse umane e competenze morali. Il reskilling della popolazione e la preparazione dei giovani vanno intesi diversamente, ma in maniera chiara. Noi stiamo lavorando con il piano nazionale di rilancio per ridefinire per i ragazzi la capacità di non essere solo data scientist, ma anche utilizzatori di data».

E si lascia andare ad un’anticipazione, ovvero l’introduzione della filosofia come materia di studio presso gli istituti tecnici. Il Governo è già al lavoro per la relativa riforma, che dovrebbe essere pronta prima dell’estate.

Tale volontà, il Ministro l’aveva anche anticipata in un intervento all’interno del dibattito organizzato a Bologna con gli studenti del Liceo Malpighi. Occasione nella quale aveva dichiarato che la scuola dovrebbe essere il modo attraverso il quale tutti dovrebbero essere in grado di usare gli strumenti della propria epoca, ma che ciò andrebbe fatto con capacità critica, la stessa che dovrebbe accompagnarci in qualsiasi dibattito o ambito della vita.

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