Chiaro cielo di settembre
Illuminatore paziente
Sugli alberi frondosi,
Sulle tegole rosse.

Scrive così il poeta Attilio Bertolucci (1911-2000), padre dei registi Bernardo e Giuseppe. La luce di settembre, infatti, è speciale e il cielo rammenta l’agosto appena trascorso e si protende verso l’autunno che arriva a grandi passi. E questa tensione è ben espressa anche da Alfonso Gatto (1909-1976)che nella poesia Aria di settembre così descrive le serate di questo mese:

La sera spoglia il vento
dell’ultimo colore
e spera che il suo lento
declino sia l’amore
nostalgico del fuoco.

I poeti e il mese di settembre

Un mese in cui a sentire i poeti domina il rosso nelle sue varie sfumature. Se Attilio Bertolucci collegava al nono mese dell’anno le tegole rosse, Diego Valeri (1887-1976) vi scorge sì un rosso, ma pallido:

Settembre, dolce come un fanciullo malato,
si stende pigro su la proda del fosso,
tra l’erba secca fiorita di pallido rosso,
a guardare nell’acqua, tristemente beato.

Settembre è un mese che piace, forse un po’ meno agli studenti che riprendono ad andare a scuola. Ma è pur sempre un bel mese, non fosse altro perché, come recita un proverbio italiano: “A settembre l’uva, la pesca, la pera, la mela, il melone e l’anguria sono ciascuna una goduria”.

Allora buon mese di settembre, amiche e amici di Booksblog, un mese romantico per dirla con Giovanni Papini (1881-1956):

I giorni di settembre sono, fino all’ultimo meriggio, ariose e melodiose strofe classiche che all’avvicinarsi della notte diventano troppo buiosamente romantiche.

Foto | Michele Federico