Repubbliche Marinare: quali sono

Con il termine Repubbliche Marinare si fà riferimento ad alcune città portuali italiane che, dopo il X secolo, godettero di un’autonomia politica ed economica grazie alla loro attività commerciale marittima. Queste città avevano una propria moneta accettata in tutto il Mediterraneo e, grazie alle rotte delle flotte commerciali, garantirono l’avvio dell’espansione europea verso l’Oriente. Notoriamente la definizione di Repubbliche Marinare è attribuita a quattro città italiane, anche se successivamente se ne sono aggiunte altre quattro non meno potenti. Complessivamente parliamo di:

  • Amalfi
  • Genova
  • Pisa
  • Venezia
  • Ancona
  • Gaeta
  • Noli
  • Ragusa

Repubbliche Marinare: le caratteristiche

L’espressione Repubbliche Marinare è stata coniata nella storiografia dell’ottocento, quindi dopo la nascita e il declino di tali città. Secondo gli studiosi, le città marinare avevano in comune queste caratteristiche specifiche:

  • l’indipendenza;
  • l’autonomia, l’economia, la politica e la cultura basate sulla navigazione e sugli scambi marittimi;
  • il possesso di una flotta di navi;
  • il nascere e costituirsi come città-stato;
  • la presenza nei porti mediterranei di propri fondachi e consoli;
  • la presenza nel proprio porto di consoli di città e Paesi stranieri;
  • l’uso di una moneta propria accettata in tutto il Mediterraneo e di proprie leggi marittime;
  • governo di carattere repubblicano;
  • la partecipazione alle Crociate e alla repressione della pirateria.

Repubbliche Marinare: la storia

Durante la ripresa economica europea del IX secolo, alcune città portuali del Mar Mediterraneo ebbero la possibilità di intensificare le proprie rotte commerciali. Molti di questi centri, che precedentemente erano stati esposti alle incursioni dei corsari e trascurati dai poteri centrali, decisero di organizzare in modo autonomo la propria difesa e la propria economia sviluppando da un lato forze armate indipendenti e dall’altro il commercio marittimo. A vantaggio delle Repubbliche Marittime c’era, ovviamente, una posizione geografica strategica in quanto si trovavano lontane dalle principali vie di passaggio degli eserciti e protette da monti o lagune. Gradualmente tali città riuscirono, così, a conquistare un’autonomia amministrativa e, in alcuni casi, anche una vera e propria indipendenza dai poteri centrali ormai incapaci di controllare le zone periferiche dell’Impero. La longevità delle città marinare fu molto varia: Venezia, Genova e Ragusa riuscirono a svilupparsi fino all’Età napoleonica; Noli smise di commerciare già nel XV secolo; Pisa e Ancona restarono indipendenti sino al Rinascimento; Amalfi e Gaeta furono invece le prime a cadere nel XII secolo.