Tempo di iscrizione all’università, questo. Se stai meditando di diventare dottore, ingegnere o avvocato, dovrai prima – ovviamente – conseguire la laurea corrispondente alla quale, ahinoi, non si accede gratis. Anzi: come ben sappiamo, la tassa di iscrizione all’università non è esattamente tra quelle più economiche. Ma quanto costa, nello specifico, e come pagarla?

Il pagamento delle tasse universitarie rappresenta un passaggio obbligato per chi vuole iscriversi all’università. Per farlo, bisogna compilare gli appositi moduli che ogni ateneo mette a disposizione degli studenti. Tra questi, in particolare, ce n’è uno che riguarda l’autocertificazione della condizione economica (ISEE). In base ai valori che vengono fuori da quest’ultima viene determinato l’importo delle tasse. E

Come pagare la tassa di iscrizione all’università

La modalità di pagamento delle tasse viene in genere scelta dall’Ateneo stesso: basta visitare il sito internet della propria università per scoprire quali siano le diverse tipologie a disposizione. Ciò premesso, in linea generale si ricorre al Mav (altrimenti detto pagamento mediante avviso), ovvero una tipologia di bollettino particolarmente diffusa tra gli enti pubblici. Il Mav si può pagare in posta, in banca, agli sportelli bancomat Atm delle banche che aderiscono al servizio, on line, tramite assegno (ma solo presso alcuni atenei) o ricorrendo al sistema PagoPa. C’è chi, infine, permette ancora il pagamento tramite bonifico bancario.

Quanto costa la tassa di iscrizione all’università?

Dal 2015 è obbligatorio consegnare all’Università l’ISEE, indispensabile se si vuole godere delle eventuali agevolazioni fiscali. Se ti stai chiedendo – domanda più che legittima – quanto costa la tassa di iscrizione all’università, sappi che non esiste un importo valido per tutti gli studenti. Questo viene determinato sulla base della propria situazione economica familiare (quella attestata dall’ISEE): in base ai valori di quest’ultimo si determina la fascia di reddito di appartenenza. Ma anche questo non basta: ogni ateneo propone delle proprie norme per quanto riguarda il calcolo delle tasse universitarie.

Tassa di iscrizione e Coronavirus

Un cenno merita, infine, l’attuale situazione che stiamo vivendo a causa del Coronavirus: come dichiarato dal ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi, si è deciso di ricorrere allo strumento della “no tax area“, ossia all’individuazione di un’area di reddito per la quale è previsto l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie. Fortunatamente, quindi, parecchie famiglie, specie quelle più colpite dalla crisi successiva al Covid, non dovranno sborsare cifre importanti per garantire il diritto allo studio dei propri figli.

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