Vaccinazione: in cosa consiste

La vaccinazione consiste nella somministrazione di un vaccino sia a scopo profilattico che a scopo terapeutico. Nel primo caso parliamo di vaccinoprofilassi attraverso la quale i vaccini creano uno stato immunitario nei confronti di una o più malattie. A causa dei costi di una vaccinazione di massa essa viene praticata per malattie infettive con mortalità elevata e contro cui non esistano altri metodi per evitare il contagio. Nel secondo caso parliamo di vaccinoterapia attraverso la quale i vaccini vengono somministrati quando la malattia è già in atto per potenziare gli anticorpi presenti nell’organismo. Nonostante le campagne antivacciniste che stanno prendendo sempre più piede nell’ultimo periodo, c’è da ricordare che i vaccini attualmente disponibili sono molti sicuri e resi ancora più efficaci dai continui studi scientifici.

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Vaccini Obbligatori: quali sono

Il decreto legge del 7 Giugno 2017 ha fissato a dieci le vaccinazioni obbligatorie richieste a bambini e ragazzi fino ai 16 anni. Inizialmente il Ministero della Salute ne aveva previste dodici: sono state eliminate le due vaccinazioni contro i meningococchi B e C, che rimangono comunque raccomandate e offerte gratuitamente. I dieci vaccini obbligatori in Italia sono quelli contro le seguenti malattie infettive:

  • difterite;
  • tetano;
  • pertosse;
  • epatite B;
  • poliomielite;
  • haemophilus influenzae B;
  • morbillo;
  • parotite;
  • rosolia;
  • varicella (solo per i nati a partire dal 2017).

Le prime sei malattie sono coperte attraverso la vaccinazione esavalente mentre il morbillo, la parotite e la rosolia sono coperte dalla vaccinazione Mpr.

Vaccini Obbligatori: i motivi per cui li prevede la legge

La vaccinazione è un fondamentale intervento di Sanità Pubblica e, quindi, in alcuni casi è stata resa obbligatoria dalla legge per proteggere sia l’individuo che la popolazione intera da malattie gravi o potenzialmente letali. È questo il caso delle malattie epidemiche: in quelle circostanze specifiche le autorità sanitarie hanno il dovere di evitare il propagarsi di virus o batteri pericolosi per la salute della popolazione. Nel rispetto del principio della libertà di cura, secondo il quale la decisione ultima sull’adozione di una terapia spetta esclusivamente al paziente e al suo medico curante, i pazienti affetti da una malattia trasmissibile che non adottano le cure a disposizione si assumono quindi una responsabilità penale nei confronti delle altre vittime del contagio.