Grandi o piccini, single o impegnati, sposati o fidanzati. Tutti, nel bene o nel male, hanno un buon motivo per saltare questo giorno e passare direttamente a quello successivo. Di certo il primato spetta ai cuori liberi, specialmente se ancora afflitti da recenti pene d’amore. A seguire i piccini, con le prime cotte, i primi rossori sulle guance, le prime dichiarazioni ed inesorabilmente i primi rifiuti che ricorderanno a lungo negli decenni a seguire. Poi i coniugi. Anni ed anni passati insieme, regali su regali, fiori su fiori, e più nessuna idea originale. Ed infine loro, quelli che dovrebbero amare il 14 febbraio e godere del suo romanticismo: gli innamorati. Eppure la realtà è ben diversa, sebbene nessuno osi lasciar trasparire il proprio disagio.
Ma di certo il compito più impegnativo spetta alle donne. Trovare un pensierino per una donna è fin troppo semplice, perché alle donne piace tutto quello che è grazioso e costa tanto. Il problema sono gli uomini. Accontentare un uomo con un regalo è un impresa inimmaginabile, che richiede almeno una settimana di preparazione. La differenza tra un uomo ed una donna è che un uomo entra in un solo negozio, sceglie il regalo e lo compra nell’arco di dieci minuti. Una donna entra in un negozio e dopo aver esaminato ogni singolo oggetto per ore, esce dicendo garbatamente: “Ci penso e in caso torno più tardi”, consapevole del fatto che in realtà non tornerà mai più. E la situazione non migliora fino al giorno precedente la ricorrenza, quando, più confusa che persuasa, decide di comprare qualcosa che piace a lei, sostenendo che poiché piace a lei deve necessariamente piacere all’altro. Ma alla fine sono piccolezze. Quelle stesse piccolezze che rendono bella la vita ed unico l’amore.