Nec te nobilium fugiat certamen equorum;
Multa capax populi commoda Circus habet.
Nil opus

est digitis, per quos arcana loquaris,
Nec tibi per nutus accipienda nota est:
Proximus a domina, nullo prohibente,

sedeto,
Iunge tuum lateri qua potes usque latus;
Et bene, quod cogit, si nolis, linea iungi,

Quod tibi tangenda est lege puella loci.
Hic tibi quaeratur socii sermonis origo,
Et moveant primos publica verba

sonos.
Cuius equi veniant, facito, studiose, requiras:
Nec mora, quisquis erit, cui favet illa,

fave.
At cum pompa frequens caelestibus ibit eburnis,
Tu Veneri dominae plaude favente manu;
Utque fit, in

gremium pulvis si forte puellae
Deciderit, digitis excutiendus erit:
Etsi nullus erit pulvis, tamen

excute nullum:
Quaelibet officio causa sit apta tuo.
Pallia si terra nimium demissa iacebunt,
Collige, et

inmunda sedulus effer humo;
Protinus, officii pretium, patiente puella
Contingent oculis crura

videnda tuis.
Respice praeterea, post vos quicumque sedebit,
Ne premat opposito mollia terga genu.
Parva leves

capiunt animos: fuit utile multis
Pulvinum facili composuisse manu.
Profuit et tenui ventos movisse

tabella,
Et cava sub tenerum scamna dedisse pedem.
Hos aditus Circusque novo praebebit amori,
Sparsaque

sollicito tristis harena foro.
Illa saepe puer Veneris pugnavit harena,
Et qui spectavit vulnera,

vulnus habet.
Dum loquitur tangitque manum poscitque libellum
Et quaerit posito pignore, vincat uter,
Saucius

ingemuit telumque volatile sensit,
Et pars spectati muneris ipse fuit.

Traduzione

E non dimenticare le corse dei

cavalli di razza: il circo, con tutta la sua folla, offre molti vantaggi. Non c’è bisogno di far segni con le dita per

mandare messaggi segreti, nè di attendere un cenno di intesa. Siederai vicino alla donna prescelta e nesuno avrà più niente da

dire: stringiti ben bene fianco a fianco, più che puoi. Il bello è che la linea divisoria, si voglia o no, impone di stare

stretti e che proprio le regole del luogo ti fanno toccare la ragazza. A questo punto dovrai cercare di attaccar discorso, e

una frase banale sarà l’avvio della conversazione:Di chi sono quei cavalli laggiù, chiederai da buon tifoso; e se lei fa il

tifo per qualcuno, fallo subito anche tu. E quando sfilerà la grande processione con gli dei di avorio, Venere, tua signora,

applaudirai con calorosi battimani; se poi, come succede, un po’ di polvere le cade sul vestito, subito devi scuoterla con

le tue dita, e se la polvere proprio non c’èscuoti via quella che non c’èogni occasione è buona per le tue attenzioni. Se

un lembo del mantello le pende fino a terra, raccoglilo e sollevalo con attenzione al suolo che lo sporca. Subito, come premio

del tuo zelo (la ragazza non protesterà;), sarà dato ai tuoi occhi di vedrele le gambe. Inoltre, fà attenzione che, chiunque

siederà dietro a voi, non le comprima col ginocchio la schiena delicata. Cose da nulla incantano un animo leggero: fu

vantaggioso a molti disporre per bene un cuscino con abile tocco, e ha dato pure buoni risultati farle un po’ d’aria col

ventaglio o porre sotto il tenero piedino un leggero sgabello. Questi primi approcci ti offrirà il Circo, per un nuovo amore, e

la sabbia funesta, sparsa nel Foro pieno di tensione. Su quella sabbia spesso il figlio di Venere combatte, e la ferita la

riceve chi era spettatore delle ferite altrui: lui le parla, le tocca la mano, le chiede il programma e azzarda una scommessa

su chi vincerà, ma già manda, ferito, un lamento e sente nella carne la veloce freccia: ormai lo spettatore fa spettacolo anche

lui.