Dum licet, et loris passim potes ire solutis,
Elige cui dicas ‘tu mihi sola places.’
Haec tibi

non tenues veniet delapsa per auras:
Quaerenda est oculis apta puella tuis.
Scit bene venator, cervis ubi retia

tendat,
Scit bene, qua frendens valle moretur aper;
Aucupibus noti frutices; qui sustinet hamos,

Novit quae multo pisce natentur aquae:
Tu quoque, materiam longo qui quaeris amori,
Ante frequens quo sit disce

puella loco.
Non ego quaerentem vento dare vela iubebo,
Nec tibi, ut invenias, longa terenda via

est.
Andromedan Perseus nigris portarit ab Indis,
Raptaque sit Phrygio Graia puella viro,
Tot tibi tamque dabit

formosas Roma puellas,
‘Haec habet’ ut dicas ‘quicquid in orbe fuit.’
Gargara quot

segetes, quot habet Methymna racemos,
Aequore quot pisces, fronde teguntur aves,
Quot caelum stellas, tot habet tua

Roma puellas:
Mater in Aeneae constitit urbe sui.
Seu caperis primis et adhuc crescentibus annis,

Ante oculos veniet vera puella tuos:
Sive cupis iuvenem, iuvenes tibi mille placebunt.
Cogeris voti nescius esse

tui:
Seu te forte iuvat sera et sapientior aetas,
Hoc quoque, crede mihi, plenius agmen

erit.

Traduzione

Finchè è lecito, e in giro tu puoi andare a briglia sciolta, scegli una con cui dire : A me tu sola piaci". Costei

non verrà davanti a te scndendo per l’aria leggera: devi cercare tu, coi tuoi occhi, la ragazza adatta. Sa bene il

cacciatore dove tendere le reti per i cervi, sa bene in quale valle dimori il cinghiale digrignante; l’uccellatore sa di

ogni cespuglio; e colui che sospeso tiene l’amo conosce le acque dove abbondante nuota il pesce; ed anche tu, che cerchi

materia adatta per un lungo amore, devi prima imparare in quali luoghi si affollino le donne. Non t’imporrà di cercarle

dando le vele al vento, nè dovrai, per trovarle, fare una lunga strada. Andromeda Perseo la portò via dai negri Indi (è vero),

e fu rapita, la donna greca, dall’eroe frigio, ma tante donne a te roma offrirà tanto belle, che di Roma dirai: Questa città

ha tutto ciò che mai ci fu nel mondo. Quante sono le messi di Gargara e i grappoli d’uva di Metimma, quanti i pesci nel mare

e quanti sulle frinde gli uccelli, quante sono le stelle nel cielo, tante ragazze ha la tua Roma: nella città del figlio Enea

Venere ha posto la sua sede. Se ti senti attratto dall’età prima, ancora acerba, so offrirà ai tuoi occhi una ragazza ancora

ragazzina; ma se la vuoi nel fiore degli anni, saranno mille che ti piaceranno: da non sapere più quale sia il tuo vero

desiderio; e se per caso preferisci un’età più matura ed esperta, di queste, credimi, la schiera sarà ancora più

nutrita.