La grandezza incomparabile del poema, consiste, oltre che nella grandiosa architettura strutturale dell’opera, nella complessità dei punti di vista con cui Dante osserva ed interpreta la realtà che si presenta dinnanzi ai suoi occhi nel suo eccezionale viaggio. Tale complessità si manifesta in due aspetti: lo sdoppiamento del ruolo di Dante, l’ottica figurale, l’attenzione anche a punti di vista al di fuori della traduzione cristiana (ad esempio alla cultura islamica) e la lettura simbolica dei numeri. Una novità letteraria tutta dantesca è appunto il continuo sdoppiamento fra Dante – autore e Dante – personaggio della Commedia. Dante è dunque il soggetto principale della vicenda, colui che compie il viaggio, il personaggio a cui si riferisce ogni momento dell’azione e che collega ogni episodio. È insomma il protagonista dell’opera. Ed è un protagonista sempre e ovunque presente, tranne nel prologo il cielo. Non solo queste due funzioni sono l’una il completamento dell’altra, ma è di decisiva importanza per la natura della Commedia che il protagonista sia lo stesso autore, Dante appunto. Non mancano infatti nel corso dei canti indicazioni che possono farlo riconoscere. Il Dante – protagonista, si auto presenta fin dai primi versi del poema come un uomo affascinato dalla solitudine, nella ricerca della retta via, soprattutto dal timore di poter cadere ancora nel peccato, soprattutto di fronte a peccati e a peccatori che egli vede non lontani dalla sua sensibilità. Dante nella Commedia oltre a essere il soggetto dell’intreccio, è anche l’autore, il narratore della vicenda, che avendo già effettuato il viaggio, si pone come colui che sa e si serve della memoria e del canto. In quanto colui che sa, il Dante scrittore può, anzi deve, ergersi a giudice, condannando i peccatori nell’Inferno, assegnando le pene finalizzate alla salvezza delle anime del Purgatorio e collocando nei cieli le anime beate. Esso narra in prima persona e al passato, perciò l’opera ha una impostazione, in un certo senso autobiografico.  Ne deriva, per una più corretta e più profonda comprensione del poema, l’opportunità e l’utilità di tener distinti nella lettura i due ruoli di Dante, poiché diversi. Il personaggio invece,solo alla fine si trova in condizione di uguaglianza con l’autore, mentre in tutte le fasi precedenti del viaggio è stato nella condizione di inferiorità. Una condizione di tutto il percorso che egli compie, dallo stato di perfezione terrena (il raggiungimento del paradiso terrestre) e infine da questo all’elevazione di Dio. Dante non è solo poeta, come Omero e Virgilio, cioè un cantore profeta che consegna all’immortalità un’epopea di grandi eroi, ma è voce stessa dell’Essere Supremo. Perciò uno dei registri peculiari del poema consiste nell’andare oltre l’ottica universalistica, per entrare in una dimensione che nessun poeta oserà sperimentare, almeno con gli stessi risultati di Dante. Infine va fatta un’altra distinzione tra l’autore che racconta e si riferisce ad eventi passati e l’autore che nell’atto presente del suo narrare, distribuisce nel discorso osservazioni, chiarimenti, indicazioni in relazione alle cose narrate, per orientare il lettore o per meglio mettere in rilievo determinati punti. Sono insomma interventi dell’autore che commenta,nel tempo presente  della scrittura, le vicende passate, oggetto del suo narrare.