Inizialmente il matrimonio era un rito che si celebrava solo con il consenso dei genitori. Era il padre a scegliere le sorti della figlia e si utilizzavano i matrimoni combinati.
Pian piano le cose cambiarono furono le figlie ad iniziare a scegliere il proprio destino anche se l’influenza della famiglia si faceva sentire, si iniziò dunque a godere di un’apparente libertà.
Con il passare del tempo il matrimonio iniziò a diventare un concetto basato sull’amore e non sull’obbligatoria fondazione di una famiglia e così si iniziarono ad avere i primi matrimoni segreti, fughe per amore, tradimenti.
Se inizialmente la moglie doveva subire ogni comportamento del marito, perché la figura della donna era vista come subordinata a quella dell’uomo, col passare del tempo si è assistito ad una riconquista della dignità femminile.
Oggi il matrimonio non viene più visto come un mero atto di completamento, un atto dovuto da parte della donna perché il suo compito è solo e soltanto quello di mettere al mondo dei figli e di accudire la famiglia annullando ogni possibile avvenire professionale.
Ora la donna ha deciso di prendere parte al mondo del lavoro e di ribellarsi alla precedente condizione.
Anche da questa emancipazione è nata l’esigenza del divorzio, una pratica che, seppur diffusissima, non è riconosciuta dalla chiesa che lo considera un atto immorale.
Attualmente i matrimoni durano sempre di meno e la percentuale dei divorzi aumenta vertiginosamente, è vero che è diventato più semplice sposarsi, ma anche divorziare è una pratica molto frequente.
C’è un ulteriore concetto da aggiungere: se oggi si celebrano matrimoni un alto tasso è dovuto anche da interessi economici in quanto con il matrimonio è anche il coniuge ad usufruire dei beni del compagno.
Esiste quindi gente che ha diverse famiglie, che ha compiuto diversi matrimoni quindi si ritrova ad avere figli generati con diversi compagni, tutto ciò a causa di un abuso del matrimonio.
Ai nostri giorni sempre in cerca di novità e di cose alternative oltre al matrimonio tradizionale esiste un’altra forma di comunione di vite: le unioni di fatto.
Si tratta di legami tra due persone dello stesso sesso. Un’altra forma di unione può essere la convivenza cioè un legame senza alcuna ufficializzazione e vincoli tra due persone che vivono sotto lo stesso tetto ma non hanno formalizzato la loro unione con un giuramento dinanzi a Dio.
Naturalmente la chiesa non accetta questo cambiamento dovendosi attenere alla Bibbia in cui erano l’uomo e la donna ad unirsi in matrimonio e a generare una famiglia.
Sullo sfondo di questa evoluzione c’è comunque una banalizzazione del sacramento matrimoniale che viene vissuto come il giorno di festa e non come la celebrazione dell’unione tra due perone che si amano.