Il mondo in cui viviamo presenta alcune importanti novità rispetto a un passato anche molto vicino a noi. Nei paesi dell’Europa occidentale sono sempre più presenti gruppi numerosi di uomini, donne, giovani e anziani, provenienti da paesi lontani, dall’Africa, dall’Asia o da nazioni dell’Est d’Europa, da cui si trasferiscono in cerca di lavoro o fortuna. Questa speranza, molto spesso, viene delusa perché non si trova il famoso benessere, in quanto l’Europa e in particolare l’Italia del terzo millennio non dispongono di grandi risorse. Chi giunge in Italia ha sentimenti contrastanti, ha lasciato dietro di sè situazioni molto gravi di guerra, di disoccupazione, di crisi economica e sociale. Desidera ardentemente quel miraggio chiamato benessere del quale si parla tanto, ma spesso detesta la mentalità occidentale che appare violenta, indifferente al rispetto della dignità della persona, priva di validi valori morali e interessata solo al guadagno economico. Per queste persone è molto difficile integrarsi a causa dei nostri pregiudizi. Noi occidentali siamo soliti associare l’islamismo al terrorismo, ma la maggior parte degli immigrati è moderata, cioè non fa parte della fazione estremista dell’Islam. Dall’altra parte il rapporto fra cristiani e musulmani è difficile soprattutto perché quest’ultimi vedono nel mondo occidentale un nemico e quindi non riescono ad instaurare un dialogo basato sulla reciproca comprensione. Molto spesso, nonostante l’impegno e la disponibilità di tante persone di buona volontà, l’Italia non sa accogliere queste persone. La sfida è invece grande e importante e non può essere rimandata. Di fronte a noi si trova la realtà di una società multirazziale, composta cioè da persone di razza differente, con cultura, mentalità, lingua e religione. Questa società di oggi e del prossimo domani potrà essere costruita nella pace e nella solidarietà solo se tutte le persone di buona volontà si impereranno in un autentico lavoro d’integrazione. Non si tratta di rinunciare alla propria cultura, alle proprie tradizioni, alla fede o alla religione a cui si è stati educati. È invece, importantissimo conoscere le proprie radici per capire chi siamo e attraverso quali esperienze religiose, vicende storiche e culturali siamo giunti al momento attuale, conoscere le diverse esperienze è quindi il primo passo per sapersi comprendere e accettare nelle rispettive diversità. È dunque assolutamente necessario scegliere la via del confronto pacifico nella tolleranza, eliminando i pregiudizi, ricercare ciò che unisce e rimuovendo il più possibile ciò che divide, per costruire nuove forme di convivenza nella pace.