Tesina sul Teatro - StudentVille

Tesina sul Teatro

Tesina sul teatro e la sua storia durante i secoli attraverso le opere più importanti: tematiche e collegamenti completi.

TESINA MATURITÀ SUL TEATRO: MATERIE E COLLEGAMENTI

Tesina sul teatro e la sua storia, Samuel Beckett col suo teatro dell’assurdo e spiegazione di una parte della sua opera “Waiting for Godot”, Bertolt Brecht ed il suo teatro epico, la censura nel teatro, in particolare durante il Fascismo. Se sei interessato leggi l’abstract e scarica il documento completo.

TESINA MATURITÀ: LA STORIA DEL TEATRO

Il teatro nell’antica Grecia

Le prime forme di teatro risalgono ad Atene, verso la metà del VI secolo. I primi attori professionisti erano quelli del genere comico. Erano di carattere nomade, e si muovevano su carri che fungevano anche da spazio scenico. Portavano maschere molto espressive, una stretta camicia e una calzamaglia con rigonfiamenti posticci.
Gli Ateniesi organizzavano regolarmente grandi festival in cui i maggiori autori teatrali dell’epoca gareggiavano per conquistarsi il favore del pubblico. La forma d’arte di ispirazione più elevata era la tragedia, i cui temi ricorrenti erano derivati dai miti e dai racconti eroici. Le commedie, che spesso fungevano da intermezzo tra le tragedie, di carattere più leggero e divertente, prendevano spesso di mira la politica e i personaggi pubblici del tempo. I principali tragediografi greci furono Eschilo, Sofocle ed Euripide; i commediografi più importanti furono Aristofane e Menandro.

Il teatro latino

Il teatro della Roma antica, espressione della cultura latina, raggiunse il suo apice con Livio Andronico, Plauto e Terenzio per la commedia, e Seneca per la tragedia.
I generi teatrali romani sono di importazione greca, ma si svilupparono anche una commedia e una tragedia di ambientazione romana, con generi comici più popolari, quali il mimo. La tragedia romana si rinnova in quanto considera fatti storici.

Il teatro nel Medioevo

Dopo la caduta dell’Impero romano sembrò che il teatro fosse destinato a non esistere più. La chiesa cattolica, che ormai era diffusa in tutta Europa, non apprezzava il Teatro e scomunicò gli attori. Sopravvissero però i giullari, eredi del mimo.
Essi intrattenevano la gente nelle città e nelle campagne con canti ed acrobazie. Anch’essi però erano condannati dalla chiesa, che diede origine ad un’altra forma di Teatro: il dramma religioso o sacra rappresentazione, per mezzo del quale i fedeli, spesso analfabeti, apprendevano gli episodi cruciali delle Sacre scritture.

Il teatro nel Rinascimento

Il Rinascimento è stata l’età d’oro della commedia italiana in seguito al recupero dei testi classici greco-latini.
Uno dei commediografi più rappresentativi del teatro rinascimentale è stato Niccolò Machiavelli, il quale ha scritto una delle commedie più importanti di questo periodo, La Mandragola, con riferimenti satirici alla realtà quotidiana.
Un posto particolare occupano invece autori come Ludovico Ariosto, in quanto rappresentavano la figura dell’intellettuale che si mette al servizio delle corti. Per quella estense di Ferrara, Ariosto scrisse l’Orlando furioso e altre divertenti commedie.
In non molto tempo venne introdotto nel teatro italiano, che sino ad allora aveva usato il volgare fiorentino, il dialetto. Dall’uso del dialetto si passò poi ai dialetti veneti, lombardi delle maschere della Commedia dell’Arte e il dialetto napoletano.
Il Rinascimento non fu soltanto commedia ma anche il teatro tragico trovò un suo spazio; Torquato Tasso, per esempio, compose tragedie di carattere epico.
Queste commedie e tragedie venivano rappresentate da giovani dilettanti veneziani, fiorentini o di Siena.
Con la ripresa del teatro si cominciarono a costruire anche degli spazi atti a contenere scenografie, alle volte anche complesse, quindi in questo periodo vengono costruiti nuovi teatri, come il Teatro Olimpico di Andrea Palladio che si trova a Vicenza, inaugurato nel 1585.

Il teatro del XVII secolo

Il Seicento fu un secolo molto importante per il teatro: in Francia nacque e si consolidò il teatro classico, in Italia quello della Commedia dell’arte. Quest’ultimo influenzò gran parte dell’Europa, dalla Spagna alla Russia e molti personaggi teatrali furono direttamente influenzati dalle maschere della commedia dell’arte. Sempre in Italia c’erano già delle prove di tragediografi e anche commediografi ancora legati alle corti.

Il teatro del XVIII secolo

In Italia, dopo un lungo secolo di Commedia dell’Arte, si cominciarono ad analizzare le forme teatrali e la riconquista degli spazi scenici, per dare vita a una nuova drammaturgia che oltrepassasse le buffonerie del teatro all’improvviso. All’inizio del XVIII secolo nacque così la cosiddetta commedia pregoldoniana, con la quale, per la prima volta, si scoprirono i volti degli attori, e le trame delle commedie vengono costruite e stese.

Il teatro del XIX secolo

Il teatro europeo all’inizio dell’Ottocento fu dominato dal dramma romantico. I romantici vedevano nell’arte la via migliore per ridare dignità all’uomo. In Inghilterra, in Francia ed in Italia, in concomitanza con la nascita del naturalismo e del verismo (intorno alla metà del secolo), le grandi tragedie cedettero il posto al dramma borghese, caratterizzato da temi domestici. Il maggiore esponente del teatro naturalista fu Victor Hugo e del teatro verista Giovanni Verga.

Il teatro contemporaneo (del Novecento)

Il Novecento si apre con la rivoluzione della centralità dell’attore: il teatro della parola si trasforma in teatro dell’azione fisica, del gesto, e si sviluppano metodi che mettono l’accento sull’emozione interpretativa dell’attore. Inoltre nasce una nuova figura teatrale: quella del regista, che affianca gli autori e gli attori.
Nascono anche nuove forme di teatro come la drammaturgia epica di Bertolt Brecht e, nella seconda metà del secolo, il teatro dell’assurdo di Samuel Beckett.
Contemporaneamente il teatro italiano è dominato, per un lungo periodo, dalle commedie di Luigi Pirandello.
Negli anni ’60 e ’70 si tenta di liberare l’attore dalle regole della cultura in cui vive, per riaffermare la natura istintiva.

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