Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco, ha compiuto 22 anni e ha scelto di tornare tra i banchi di scuola. Il cantante si è iscritto al Liceo delle Scienze Umane per completare il diploma che aveva interrotto quattro anni fa, quando la carriera musicale aveva assunto priorità assoluta nella sua vita.
A 18 anni Blanco aveva firmato il primo contratto discografico e deciso di abbandonare gli studi. Negli anni successivi ha vinto il Festival di Sanremo e collezionato numerosi dischi di platino. Il successo è stato rapido e intenso, accompagnato da sovraesposizione mediatica e alcune polemiche, come l’episodio dei fiori distrutti sul palco dell’Ariston.
Oggi, dopo quattro anni di carriera musicale, il cantante ha scelto di fermarsi per dedicarsi a un percorso di crescita personale attraverso lo studio.
La motivazione personale: studiare per non standardizzarsi
Il ritorno sui banchi rappresenta per Blanco un cambiamento di prospettiva netto rispetto alla fase precedente della sua carriera. “Il Blanco di prima voleva dire a tutti i costi: ‘Io esisto’. Ora so che esisto e voglio studiare, capire, non standardizzarmi”, ha dichiarato il cantante.
La scelta di fermarsi per dedicarsi allo studio nasce dalla consapevolezza che la crescita personale richiede tempo e approfondimento. Blanco ha riconosciuto che il diploma non è solo un traguardo formale, ma uno strumento per costruire un’identità solida e distinguersi in un contesto culturale che tende all’uniformità.
Lo studio diventa quindi un investimento strategico per mantenere la propria unicità artistica e personale.
La scelta del latino: radici, struttura e riferimenti musicali
Tra le materie del Liceo delle Scienze Umane, Blanco ha sviluppato un interesse particolare per il latino, definendolo “il punto di inizio” necessario per comprendere le radici culturali. La scelta non è casuale: il cantante vede nella lingua classica una chiave di lettura per orientarsi in un presente dominato dall’uniformità linguistica.
Nelle sue dichiarazioni ha evidenziato come “una volta la regola era l’italiano a tutti i costi, ora l’inglese si infila ovunque”, sottolineando il rischio di un appiattimento culturale. Secondo il suo ragionamento, “più avanti andremo, più finiremo per assomigliare a un modello unico. Le cose più piccole moriranno”.
L’analogia con la musica chiarisce il valore formativo attribuito al latino: “I Beatles saranno il latino: l’inizio, la base, la struttura di tutto”. Così come i Beatles rappresentano il fondamento su cui si è sviluppata la musica contemporanea, il latino fornisce gli strumenti per decodificare linguaggi e costruire pensiero critico, evitando la replica di modelli preconfezionati e favorendo percorsi personali di espressione.
La decisione su Sanremo 2026: evitare sovraesposizione
Nonostante le voci lo indicassero tra i favoriti della 76ª edizione del Festival di Sanremo, Blanco ha scelto di non partecipare. La motivazione è esplicita: “Non credo che la sovraesposizione abbia senso. Quel dare-dare-dare rende identici”. La decisione si colloca in continuità con l’obiettivo dichiarato di non standardizzarsi: rinunciare alla ribalta immediata per investire tempo nella formazione personale.
La priorità ora sono i libri e lo studio, strumenti per recuperare profondità e costruire un percorso sostenibile. La scelta di sottrarsi ai riflettori del palco dell’Ariston rappresenta un cambio di paradigma: da una logica di visibilità continua a una di crescita consapevole, orientata alla qualità piuttosto che alla quantità dell’esposizione mediatica.
Le ricadute per gli studenti: competenze di base e tempi di crescita
L’esperienza di Blanco offre agli studenti un esempio concreto: investire sulle basi culturali e linguistiche rappresenta un vantaggio competitivo in un contesto che tende all’uniformità. La scelta di studiare latino per «non standardizzarsi» mostra come le competenze fondamentali – linguistiche, storiche, critiche – permettano di costruire un punto di vista originale e di orientarsi con maggiore consapevolezza nelle scelte professionali e personali.
La decisione di limitare la sovraesposizione e dedicare tempo alla formazione evidenzia l’importanza di gestire visibilità e tempi di crescita. Per gli studenti, questo si traduce nella capacità di distinguere tra risultati immediati e sviluppo sostenibile: privilegiare la qualità dei processi formativi rispetto alla pressione delle aspettative esterne aumenta l’efficacia a lungo termine e preserva l’unicità individuale, elementi determinanti in un mercato del lavoro che richiede differenziazione.
Fonte immagine: Rolling Stones