Oltre un milione di adolescenti vittime di cyberbullismo nel 2024: l'allarme della Polizia Postale

Oltre un milione di adolescenti vittime di cyberbullismo nel 2024: l'allarme della Polizia Postale

Nel 2024 oltre un milione di studenti tra i 15 e i 19 anni hanno subito cyberbullismo, mentre 800mila hanno ammesso comportamenti da bulli online. La Polizia Postale intensifica la prevenzione nelle scuole.
Oltre un milione di adolescenti vittime di cyberbullismo nel 2024: l'allarme della Polizia Postale

I dati nazionali del 2024, elaborati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), delineano un quadro critico: oltre un milione di studenti tra i 15 e i 19 anni hanno subito atti di cyberbullismo nell’ultimo anno, mentre circa 800mila ragazzi hanno ammesso comportamenti da bulli online. Sul fronte della pedopornografia, il bilancio investigativo registra 2.800 indagini, mille perquisizioni e 144 arresti.

Secondo Marcello La Bella, Primo Dirigente della Polizia di Stato e responsabile del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Sicilia Orientale, il territorio regionale rispecchia il trend nazionale. Le cifre testimoniano la pervasività del fenomeno digitale nella vita degli adolescenti e la necessità di una risposta investigativa ed educativa coordinata.

La differenza tra bullismo e bullismo elettronico

Il cyberbullismo presenta tratti distintivi rispetto al bullismo tradizionale. Come spiega Marcello La Bella, Primo Dirigente della Polizia di Stato e responsabile del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Sicilia Orientale, il cyberbullo può assumere una “duplice veste”, risultando a sua volta vittima di bullismo elettronico. Questo intreccio di ruoli rende il fenomeno più complesso e sfumato.

I genitori rappresentano il primo presidio di difesa. Negli ultimi dodici mesi la Polizia Postale di Catania ha gestito decine di casi nati da denunce e querele presentate da famiglie esasperate dai climi di odio rivolti ai figli.

“I genitori sono il front-office di quanto avviene”, sottolinea La Bella, “essenziali non solo per difendere, ma anche per evidenziare queste situazioni e reagire”. L’alleanza tra scuola e famiglia diventa quindi cruciale per intercettare tempestivamente le prevaricazioni online e attivare le tutele previste dalla legge.

Il perimetro legale: legge 71/2017 e ammonimento del Questore

La legge 71 del 2017 ha introdotto l’ammonimento del Questore come strumento amministrativo specifico per il cyberbullismo tra minori. Si tratta di una misura preventiva che la Polizia di Stato attiva prima di ricorrere alla via penale, permettendo un intervento educativo e correttivo tempestivo.

Quando un minore è segnalato per condotte di cyberbullismo, il Questore può convocarlo insieme ai genitori per formalizzare un richiamo ufficiale. L’ammonimento ha l’obiettivo di responsabilizzare il giovane e la sua famiglia, evitando conseguenze penali che potrebbero segnare il percorso del ragazzo.

La Polizia Postale utilizza questo strumento per frenare comportamenti prevaricatori sul nascere, costruendo un ponte tra tutela della vittima e possibilità di recupero per chi ha agito in modo scorretto.

Le nuove minacce: deep nude e accesso precoce alla rete

L’evoluzione tecnologica ha fatto emergere forme di prevaricazione legate all’uso distorto dell’intelligenza artificiale. Tra queste, i cosiddetti deep nude rappresentano una minaccia concreta e insidiosa: si tratta di immagini manipolate digitalmente per apparire autentiche, in cui il volto di una persona viene inserito in contesti di pornografia. Come spiega Marcello La Bella, i minori ottengono facilmente applicazioni per creare questi contenuti e li utilizzano per offendere compagni di classe o coetanei, configurando spesso vere e proprie fattispecie di pornografia minorile.

A rendere la situazione ancora più critica è l’abbassamento dell’età media di accesso alla rete, ormai attestata intorno ai 7-8 anni. Questa precocità espone i bambini della scuola primaria a rischi che un tempo coinvolgevano solo gli adolescenti: adescamento online, contenuti inappropriati e dinamiche di esclusione sociale amplificate dai social network.

La vulnerabilità di questa fascia d’età richiede un’attenzione particolare, poiché i più piccoli non possiedono ancora gli strumenti cognitivi per riconoscere i pericoli della rete e per difendersi dalle manipolazioni.

La prevenzione a scuola: 270 incontri e 30mila studenti in Sicilia orientale

La Polizia Postale della Sicilia orientale ha realizzato nell’ultimo anno scolastico oltre 270 incontri nelle scuole, coinvolgendo direttamente circa 30mila studenti. L’obiettivo degli interventi è costruire consapevolezza nei ragazzi, soprattutto tra i giovanissimi e i preadolescenti, mostrando che il web non è privo di conseguenze.

“La nostra attenzione si sta sempre più spostando verso i preadolescenti”, spiega La Bella. “Di recente, in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, abbiamo coinvolto due importanti istituti di scuola primaria e secondaria di primo grado”.

Il metodo scelto privilegia il racconto di casi reali rispetto ai decaloghi di regole. “Quando andiamo nelle scuole raccontiamo storie effettivamente accadute”, chiarisce il dirigente. “Così otteniamo maggiore attenzione e li mettiamo in guardia su situazioni come l’adescamento e la sostituzione di persona“.

Tra le testimonianze riportate, quella del caso di Carolina Picchio, la cui tragica vicenda ha portato alla nascita della legge sul cyberbullismo.

L’appello alla responsabilità digitale e le ricadute educative

La Polizia Postale lancia un messaggio netto: la rete non è uno spazio virtuale senza conseguenze, ma un ambiente reale in cui le azioni lasciano tracce profonde. Come sottolinea La Bella, “gli effetti possono essere devastanti”. La responsabilità digitale è collettiva e coinvolge studenti, famiglie e istituzioni.

È fondamentale sviluppare consapevolezza critica, chiedere aiuto quando necessario e segnalare tempestivamente comportamenti illeciti.

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