Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 30 gennaio 2026 un decreto-legge con nuove disposizioni per accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e intervenire sulle politiche di coesione. Il provvedimento punta a sbloccare processi amministrativi, ridurre gli oneri per cittadini e imprese e velocizzare l’erogazione dei servizi pubblici.
L’intervento si articola lungo tre assi principali: digitalizzazione, interoperabilità delle banche dati e riduzione dei tempi procedurali. Viene rafforzato il principio per cui i cittadini non devono fornire informazioni già in possesso della PA, rendendo lo scambio tra banche dati il canale unico per l’acquisizione di documenti. La logica si estende ai pareri ambientali e paesaggistici, per i quali vengono confermati termini ridotti.
In caso di inerzia amministrativa, il decreto prevede l’attivazione di poteri sostitutivi per non bloccare l’avanzamento dei cantieri e dei progetti.
Le misure per cittadini e PA: identità, sanità digitale e ISEE
Il decreto introduce una serie di semplificazioni volte a ridurre gli oneri documentali per cittadini e famiglie. La carta d’identità per gli over 70 non avrà più scadenza, mentre la tessera elettorale diventerà digitale, con certificati consultabili online attraverso l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. I certificati storici, dove la digitalizzazione lo consente, saranno gratuiti e immediati.
Le deleghe potranno essere gestite in formato digitale tramite l’app IO o i portali pubblici, e l’interoperabilità tra AIRE e servizi consolari velocizzerà il rilascio dei documenti all’estero.
In ambito sanitario, i pazienti cronici o affetti da malattie rare potranno ottenere fino a sei confezioni per ricetta, valida fino a 12 mesi. I dati verranno alimentati automaticamente nel Fascicolo Sanitario Elettronico, eliminando la necessità di presentare ogni volta documenti cartacei.
Il sistema ISEE precompilato sarà potenziato grazie all’interconnessione tra INPS e Agenzia delle Entrate, riducendo i passaggi richiesti alle famiglie. Le ricevute dei pagamenti elettronici verso la PA non dovranno più essere conservate o esibite: gli uffici pubblici dovranno verificarle autonomamente nei propri flussi informativi.
Le semplificazioni per studio e professioni: borse, lauree abilitanti e motorizzazione
Il decreto interviene direttamente sul percorso formativo e professionale degli studenti, riducendo i passaggi burocratici che spesso rallentano l’accesso a borse di studio, abilitazioni e servizi connessi alla mobilità.
Le procedure per le borse di studio universitarie vengono snellite, con l’obiettivo di accelerare l’erogazione dei benefici economici e facilitare la verifica dei requisiti attraverso l’interoperabilità delle banche dati. Questo intervento mira a ridurre i tempi di attesa per migliaia di studenti che dipendono da questi sostegni per proseguire gli studi.
Diventa pienamente operativo il sistema delle lauree abilitanti, con meno passaggi burocratici tra il conseguimento del titolo e l’iscrizione agli albi professionali. La semplificazione riguarda soprattutto i corsi di laurea che già includono nel proprio ordinamento le attività pratiche e i tirocini necessari per l’esercizio della professione, eliminando l’obbligo di esami di Stato separati dove non strettamente necessari.
Sul fronte della motorizzazione, il decreto introduce tecnologie anti-brogli durante le prove teoriche per il rilascio delle patenti, rafforzando l’affidabilità del sistema e accelerando i tempi di gestione delle pratiche. L’obiettivo è garantire procedure più rapide e trasparenti, riducendo i carichi amministrativi sugli uffici territoriali.
Infine, vengono introdotte semplificazioni urbanistiche per favorire la realizzazione di nuovi alloggi destinati agli studenti universitari. Queste misure puntano ad aumentare l’offerta abitativa nelle città universitarie, rispondendo a una domanda crescente e facilitando il diritto allo studio per chi proviene da altre regioni o dall’estero.
Le novità per la scuola: tutor, orientamento, formazione e graduatorie
Il decreto conferma per gli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026 le figure del docente tutor e del docente orientatore, prevedendo una valorizzazione economica attraverso un fondo dedicato. I criteri di utilizzo e ripartizione di tali risorse restano affidati a decreto ministeriale, in attesa della definizione contrattuale.
Sul fronte della formazione docente, il provvedimento modifica il decreto legislativo 59/2017, semplificando e unificando il sistema di accreditamento degli enti per la formazione incentivata e continua. L’obiettivo è evitare sovrapposizioni e sprechi, rendendo più trasparente e omogeneo il percorso di aggiornamento professionale.
Cambia radicalmente il sistema di graduatorie regionali residuali per le immissioni in ruolo post-concorso. Le nuove graduatorie si baseranno esclusivamente sui punteggi delle prove scritte e orali, eliminando il peso dei titoli. La riforma mira a garantire uniformità nazionale nei criteri di accesso ai ruoli, superando disparità territoriali legate a valutazioni eterogenee dei titoli.
Le strutture di supporto PNRR e l’edilizia scolastica
Il decreto proroga fino all’anno scolastico 2027/2028 il Gruppo di supporto PNRR, composto da 70 unità tra docenti e assistenti amministrativi in comando presso il Ministero e gli Uffici Scolastici Regionali. Gli oneri, coperti tramite rimodulazione delle risorse previste dalla legge 107/2015, ammontano a 2,78 milioni di euro per il 2026, 2,23 milioni per il 2027 e 1,34 milioni per il 2028.
Analoga estensione fino al 2027/2028 riguarda le équipe formative territoriali per la formazione digitale e l’innovazione didattica: 120 docenti coinvolti, di cui 20 in comando e 100 in esonero. La copertura finanziaria, sempre da fondi riassegnati della legge 107/2015, prevede 1,53 milioni di euro nel 2026, 3,82 milioni nel 2027 e 2,29 milioni nel 2028.
Per l’edilizia scolastica, la Task Force viene prorogata oltre il 31 dicembre 2026 con un tetto di spesa di 40 milioni di euro, a valere sul Programma operativo complementare “Per la scuola – Competenze e ambienti per l’apprendimento 2014-2020”. La misura assicura continuità operativa ai progetti infrastrutturali.