In vista del Safer Internet Day 2025, la ricorrenza internazionale promossa dalla Commissione Europea e fissata per il 10 febbraio, sono stati presentati i risultati della survey annuale curata dall’Osservatorio Scientifico del Movimento Etico Digitale, struttura dell’associazione Social Warning. L’indagine ha coinvolto un campione statisticamente rilevante di oltre 20.000 studenti, di età compresa tra gli 11 e i 18 anni, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
I dati raccolti evidenziano un aumento della percezione di dipendenza dai dispositivi elettronici: il 77,5% degli intervistati dichiara di avvertire una forma di legame problematico con smartphone e device, registrando una crescita di quasi cinque punti percentuali rispetto all’anno precedente. L’ampiezza del campione e la metodologia rigorosa conferiscono ai risultati una solida attendibilità scientifica.
Il paradosso della consapevolezza senza cambiamento
I numeri raccolti dall’Osservatorio fotografano una contraddizione di fondo: la maggioranza degli studenti colloca la propria dipendenza su livelli moderati (41,8%) o lievi (33,3%), eppure fatica a tradurre questa percezione in un comportamento diverso. Tra coloro che hanno provato attivamente a ridurre il tempo trascorso sui dispositivi, appena il 23,3% ottiene risultati concreti.
La discrepanza rivela che riconoscere il problema non basta: servono strumenti educativi e psicologici strutturati per spezzare la spirale dell’iperconnessione. Il dato più significativo risiede proprio nel fallimento dei tentativi di autoregolazione, segnale che la sola volontà non è sufficiente senza un sostegno esterno e metodi efficaci per cambiare le abitudini digitali consolidate.
Gli impatti su salute mentale e fisica
Oltre il 91% degli studenti intervistati riconosce una correlazione diretta tra l’abuso di smartphone e social network e il deterioramento della propria salute. Il dato diviene ancora più significativo se si considera che il 72,2% del campione individua effetti su entrambe le sfere, psicologica e fisica.
Tra i disturbi più frequentemente riportati emergono problemi del sonno, difficoltà posturali, calo della vista e instabilità emotiva. Questi segnali di malessere si accompagnano a una progressiva erosione del tempo dedicato allo studio e al riposo, fenomeno particolarmente accentuato nelle fasce orarie comprese tra le 13:00 e le 23:00, quando la connessione raggiunge i picchi di intensità e durata.
Le dinamiche emotive online e l’assuefazione digitale
Un’analisi più dettagliata delle percezioni emotive durante la navigazione offre una chiave di lettura inattesa. Il 57% degli studenti dichiara di sentirsi “bene” mentre utilizza smartphone e social network, un dato apparentemente rassicurante che tuttavia nasconde una criticità crescente.
La quota del 31% che riferisce uno stato emotivo neutro, “né bene né male”, rappresenta un segnale d’allarme secondo gli esperti dell’Osservatorio. Questo appiattimento non corrisponde a una condizione di equilibrio, ma costituisce un indicatore di assuefazione digitale.
Il fenomeno comporta una trasformazione qualitativa dell’esperienza: il web smette di essere percepito come spazio di scoperta, curiosità o emozione autentica per diventare un ambiente di sottofondo, costante e anestetizzante.
La risposta educativa di scuola e famiglia
Davide Dal Maso, presidente di Social Warning, sottolinea la necessità di interrogarsi sulla qualità del supporto offerto agli adolescenti. È in attesa al Senato la proposta per istituire la Giornata Nazionale della Cittadinanza Digitale, un’iniziativa che mira a portare il tema al centro del dibattito pubblico.
Gregorio Ceccone, vicepresidente del movimento e referente dell’Osservatorio, evidenzia come i giovani dimostrino lucidità sui rischi ma si scontrino con modelli adulti contraddittori. Se la scuola fornisce le basi per una corretta cittadinanza digitale, in famiglia mancano spesso regole condivise e una “dieta mediale” strutturata.
L’educazione all’uso del web richiede un’alleanza pedagogica solida tra scuola e famiglia, capace di tradurre la consapevolezza in pratiche di disconnessione efficaci e supportare concretamente gli studenti.