Sei anni, come quelli trascorsi in maglia rossonera, anni di successi, una Champions League, uno Scudetto, un Mondiale per Club, due Supercoppe Europee e una Supercoppa Italiana. 270 partite impreziosite da 95 gol e un Pallone d’Oro, conquistato nel 2007, che lo ha proiettato nell’Olimpo dei migliori di sempre. Sei anni, come la durata del contratto firmato con il Real Madrid, che ha portato a termine un corteggiamento cominciato sotto l’egida di Ramon Calderon. A realizzare “il sogno dei madridisti”, parafrasando uno degli editoriali comparsi su As (noto quotidiano sportivo della capitale iberica) è stato però il neo-presidente Florentino Perez, che per il suo ritorno sulla poltrona più prestigiosa dello sport spagnolo voleva regalarsi un colpo da favola. L’“uomo dei sogni” ha strappato a un Milan ormai incapace di fronteggiare economicamente le strapotenze del calcio mondiale il suo gioiello più prezioso, colui che doveva essere il simbolo del Diavolo post-maldiniano: Ricardo Izecson dos Santos Leite, universalmente conosciuto e apprezzato semplicemente come Kakà.
Il brasiliano rischia però di essere in buona compagnia: la crisi finanziaria e le diversità fiscali potrebbero impoverire ulteriormente il nostro campionato a favore della Liga e della Premier, pronte a saccheggiare le nostre ormai ex big, non solo il Milan. Da Ibrahimovic a Pato, da Maicon a Pirlo, le sirene straniere rischiano di lasciare in Italia solo le briciole. Se poi si considera che c’è una società in Europa pronta a sborsare oltre 250 milioni di euro per la campagna acquisti si capisce che stiamo andando incontro a un fenomeno assolutamente insostenibile per i nostri club. Il Real Madrid di Perez rischia di spaccare in due il mercato e i 65 milioni di euro sborsati per strappare Kakà al Milan potrebbero rappresentare l’aperitivo di una cena prelibatamente eccessiva. I nuovi Galactios stanno sorgendo sulle ceneri di una squadra alla deriva e incapace, in questa stagione, di fronteggiare la strapotenza Barcellona e la rivalità tra merengues e azulgrana, la voglia di rivincita e di riscatto, è la molla principaleche ha fatto scattare questo progetto che potrebbe far arrossire anche il più facoltoso dei sultani. Kakà, Cristiano Ronaldo, Ribery ma anche Villa, Silva e Xabi Alonso un elenco che potrebbe facilmente sembrare la classifica del Pallone d’Oro ma che rappresenta invece l’argenteria che il padrone di casa del Bernabeu vuole offrire al popolo che lo ha eletto presidente pochi giorni fa.