Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato a marzo 2026 l’elenco aggiornato delle calcolatrici ammesse alla Maturità 2026, fornendo un quadro normativo chiaro per studenti, famiglie e istituzioni scolastiche. Il documento ufficiale distingue con precisione i modelli scientifici standard dai dispositivi grafici, stabilendo che questi ultimi devono essere privi del sistema CAS (Computer Algebra System).
Questa scelta tecnica risponde alla necessità di garantire che le calcolatrici rimangono strumenti di supporto al calcolo numerico, senza sostituire le competenze analitiche e logiche richieste agli studenti durante le prove d’esame.
Le tipologie di calcolatrici ammesse
La nota ministeriale individua due macro-categorie di strumenti autorizzati per le prove scritte. La prima comprende le calcolatrici scientifiche standard, strumenti numerici di base ampiamente diffusi nelle scuole. La seconda categoria riguarda i modelli grafici, dispositivi più avanzati che permettono la visualizzazione di funzioni e grafici.
Per le calcolatrici grafiche, il requisito fondamentale è l’assenza del sistema CAS (Computer Algebra System). Questo vincolo esclude i dispositivi capaci di manipolazione simbolica delle espressioni algebriche, come la risoluzione letterale di equazioni o la derivazione automatica di funzioni.
La distinzione risponde a un principio chiaro: lo strumento deve rimanere un supporto al calcolo numerico, senza sostituire le competenze analitiche e il ragionamento matematico che la prova d’esame intende verificare negli studenti della Maturità 2026.
I marchi e i modelli autorizzati
L’elenco ufficiale pubblicato dal Ministero contempla sedici produttori, offrendo agli studenti un’ampia scelta tecnologica all’interno dei parametri tecnici stabiliti. Tra i marchi principali figurano Casio, che propone le serie scientifiche FX-82, FX-570 e FX-991, comprese le versioni CW di ultima generazione, oltre al modello grafico FX-CG50.
Texas Instruments è presente con il TI-30 X Pro MathPrint per le calcolatrici scientifiche e con le versioni grafiche TI-84 Plus CE-T e TI-Nspire CX II-T. HP compare nell’elenco con il modello HP 10s+, mentre Numworks è rappresentata dalla Graphing Calculator. Questi esempi costituiscono una selezione rappresentativa dei dispositivi conformi più diffusi, tutti certificati dal Ministero come strumenti idonei per le prove d’esame della Maturità 2026.
La validità dei dispositivi fuori produzione
Il Ministero ha confermato che numerosi modelli di calcolatrici non più reperibili sul mercato rimangono utilizzabili per la Maturità 2026, purché conformi ai requisiti tecnici stabiliti. Questa disposizione tutela gli studenti che già possiedono strumenti acquistati in precedenza, evitando la necessità di nuovi investimenti economici per le famiglie.
La misura riconosce il principio di continuità nell’uso di dispositivi idonei, garantendo che la conformità tecnica prevalga sulla disponibilità commerciale attuale.
La verifica di conformità nelle scuole
I dirigenti scolastici e le commissioni d’esame hanno il compito di verificare la conformità dei dispositivi alle indicazioni ministeriali. La pubblicazione anticipata dell’elenco consente agli istituti di effettuare i controlli necessari prima dell’inizio delle prove scritte, garantendo tempi adeguati per risolvere eventuali criticità.
L’obiettivo del ministero è assicurare condizioni d’esame omogenee per tutti i candidati della Maturità 2026, prevenendo disparità legate all’utilizzo di strumenti non autorizzati.
Le implicazioni pratiche per gli studenti
La nota ministeriale fornisce agli studenti della Maturità 2026 un quadro normativo preciso sugli strumenti ammessi durante le prove scritte. L’ampiezza dell’offerta tecnologica, con sedici produttori autorizzati e numerosi modelli tra scientifici e grafici, consente di scegliere il dispositivo più adatto alle proprie esigenze entro i vincoli tecnici stabiliti.
La conferma della validità dei modelli fuori produzione tutela chi già possiede una calcolatrice conforme, riducendo gli oneri economici per le famiglie. Il divieto di CAS garantisce che lo strumento resti un supporto al calcolo numerico, senza sostituire le competenze analitiche richieste in sede d’esame.