Maturità 2026, colloquio limitato a quattro discipline: domande extra-materia a rischio ricorso

Maturità 2026, colloquio limitato a quattro discipline: domande extra-materia a rischio ricorso

Dal 2026 il colloquio della maturità si svolge su quattro discipline individuate dal Ministero. I docenti non potranno formulare domande al di fuori di questo perimetro, pena l'invalidità della prova.
Maturità 2026, colloquio limitato a quattro discipline: domande extra-materia a rischio ricorso

Dal 2026 il colloquio della maturità si svolge su quattro discipline individuate dal Ministero, con assegnazione a commissari interni ed esterni. Il nuovo impianto rappresenta una svolta rispetto alle ordinanze fino al 2024/25, che consentivano ai docenti di intervenire in tutte le discipline per cui avevano titolo secondo la normativa vigente.

Il passaggio è stato al centro del convegno a Palazzo San Macuto “Verso una nuova maturità – Confronto sulla riforma dell’esame di Stato”, promosso dal Dipartimento Istruzione di Fratelli d’Italia.

Il decreto n. 13 del 29 gennaio 2026 definisce il perimetro della prova orale: la fase successiva alla discussione dell’elaborato prevede “la proposta di domande e approfondimenti sulle quattro discipline”, con l’obiettivo di evidenziare il grado di responsabilità e maturità nell’acquisizione di contenuti e metodi, oltre alla capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze per argomentare in modo critico e personale.

Il perimetro disciplinare e il divieto di domande extra

Il quesito posto durante il convegno a Palazzo San Macuto è stato chiaro: un docente nominato per Matematica può interrogare in Fisica? Un docente di Italiano può proporre domande di Storia?

La risposta della dott.ssa Flaminia Giorda, Coordinatrice nazionale della Segreteria tecnica del Corpo ispettivo, è stata netta: no. Il colloquio si svolge esclusivamente sulle quattro discipline individuate dal Ministero e ogni tentativo di uscire da questo perimetro può costituire motivo di ricorso da parte del candidato.

La precisazione segna un cambio di rotta rispetto alla prassi precedente, quando le ordinanze fino al 2024/25 consentivano ai commissari di condurre l’esame in tutte le discipline per cui possedevano titolo secondo la normativa vigente. Ora il campo è delimitato e qualsiasi domanda al di fuori delle quattro discipline previste rischia di invalidare la legittimità della prova, esponendo la commissione a contestazioni formali che potrebbero compromettere l’intero esame.

Le quattro discipline e il livello di approfondimento richiesto

Il decreto n. 13 del 29 gennaio 2026 definisce l’obiettivo del colloquio: portare alla luce il grado di responsabilità e maturità raggiunto dal candidato in ordine all’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, verificando la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite per argomentare in maniera critica e personale.

La scelta di concentrarsi su quattro materie anziché sull’intero programma risponde a una logica precisa: meno discipline, maggiore profondità. L’esame non misura la quantità di nozioni memorizzate, ma la padronanza metodologica e la capacità di strutturare un discorso autonomo.

Come sottolineato dalla dott.ssa Giorda, non si tratta di “ripetere a pappagallo” l’argomento, ma di dimostrare come le conoscenze siano organizzate e utilizzate criticamente per costruire un ragionamento personale e coerente.

Il ruolo dello studente nei collegamenti interdisciplinari

Durante il colloquio lo studente può autonomamente proporre collegamenti con discipline diverse dalle quattro previste dal decreto. L’iniziativa spetta esclusivamente al candidato: la commissione non può sollecitare né formulare domande al di fuori del perimetro disciplinare stabilito.

Qualora il tentativo di collegamento risulti poco pertinente o insufficientemente sviluppato, la commissione riporta l’attenzione sulla disciplina di riferimento senza che l’esito negativo del tentativo incida sulla valutazione complessiva. La normativa prevede infatti che venga considerato l’impegno profuso dal candidato nell’argomentare in modo personale, anche quando il raccordo proposto non risulti pienamente efficace.

L’apertura ai collegamenti interdisciplinari rappresenta un’opportunità per evidenziare maturità e spirito critico, ma resta facoltativa e subordinata alla volontà del candidato.

Le indicazioni operative per docenti e commissioni

La dirigente Giorda sollecita i docenti a riflettere sul nuovo impianto normativo e ad accompagnare attivamente la transizione verso le modalità 2026. L’adesione rigorosa alle indicazioni è essenziale per evitare sconfinamenti disciplinari che potrebbero generare ricorsi da parte dei candidati.

Il colloquio richiede di guidare l’analisi in profondità delle quattro discipline individuate, focalizzando l’attenzione su contenuti, metodi e capacità argomentativa critica. I commissari devono orientare la prova per far emergere il grado di responsabilità e maturità raggiunto dallo studente, valorizzando la padronanza metodologica oltre la semplice esposizione mnemonica.

La conduzione dell’orale deve rispettare il perimetro disciplinare stabilito, garantendo omogeneità di trattamento e trasparenza valutativa nell’ambito dell’esame di Stato.

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