Nell’Esame di Stato 2026 i crediti scolastici costituiscono una componente determinante del voto finale, rappresentando fino a 40 punti sui 100 totali conseguibili. La restante quota, pari a 60 punti, deriva dalle tre prove d’esame: la prima prova scritta vale 20 punti, la seconda prova altrettanto, mentre il colloquio orale può assegnare ulteriori 20 punti.
Questa ripartizione assegna al percorso del triennio conclusivo un peso significativo, superiore al 40% del risultato conclusivo.
I crediti maturati si distribuiscono in modo progressivo durante la terza, la quarta e la quinta superiore: al termine del terzo anno si possono ottenere al massimo 12 punti, al quarto anno fino a 13 punti e al quinto anno sino a 15 punti.
Tale struttura fa sì che le medie conseguite in quarta e quinta incidano maggiormente sul punteggio di ammissione, essendo le classi nelle quali sono in palio i crediti più elevati. Di conseguenza, un andamento positivo negli ultimi due anni consente di costruire un “tesoretto” più robusto rispetto ai soli risultati del terzo anno.
La conversione della media in punti: fasce e criteri del consiglio di classe
La media finale conseguita in ciascun anno del triennio non si traduce automaticamente in un numero fisso di crediti, ma individua una fascia di punteggio all’interno della quale il Consiglio di Classe attribuisce il credito effettivo. La tabella ministeriale (Allegato A al D.Lgs. 62/2017) definisce intervalli precisi: ad esempio, una media compresa tra 7 e 8 (esclusi gli estremi) colloca lo studente nella fascia 9–10 punti in terza, 10–11 in quarta, 11–12 in quinta.
Se la media finale è esattamente 7,4 si rientra dunque in 7 < M ≤ 8 e il Consiglio può assegnare il minimo o il massimo della fascia.
La decisione tra estremo inferiore e superiore spetta al Consiglio di Classe in sede di scrutinio, sulla base di criteri oggettivi codificati: assiduità della frequenza, partecipazione attiva al dialogo educativo, eventuali attività complementari e integrative documentate, crediti formativi certificati e, in misura determinante, il voto di condotta.
Un voto di comportamento elevato—tipicamente 9 o 10—orienta l’attribuzione verso il limite alto della fascia, traducendo l’impegno e la correttezza in un punto aggiuntivo sul diploma finale.
Per il quinto anno esiste un’eccezione normativa: se la media è inferiore a 6, l’attribuzione di crediti (7–8 punti) avviene solo qualora lo studente venga ammesso all’esame con motivazione speciale del Consiglio di Classe, circostanza eccezionale che richiede una delibera formale.
Le condizioni di ammissione all’esame 2026: Invalsi, PCTO e condotta
Per accedere all’Esame di Stato 2026 non è sufficiente possedere una media sufficiente: occorre soddisfare tre requisiti formali tassativi che, se mancanti, precludono l’ammissione.
La partecipazione alle prove Invalsi di Italiano, Matematica e Inglese costituisce condizione obbligatoria di ammissione. L’esito delle prove non influisce sulla media scolastica né sul calcolo dei crediti, ma la loro mancata effettuazione impedisce l’accesso all’esame.
I Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) rappresentano il secondo requisito formale. Non è richiesta la copertura integrale del monte ore ministeriale (90 ore nei Licei, 150 nei Tecnici, 210 nei Professionali), ma ciascun istituto stabilisce una quota minima che generalmente corrisponde ad almeno il 75% del monte ore triennale. Il mancato raggiungimento di tale soglia comporta la non ammissione.
Il voto di condotta assume un ruolo centrale per la Maturità 2026: fa media aritmetica a tutti gli effetti nel calcolo dei crediti scolastici e, se inferiore a 6, determina automaticamente la non ammissione all’esame. Le recenti direttive ministeriali sottolineano inoltre che l’attribuzione del punteggio massimo all’interno della fascia di credito in quinta (ad esempio 15 punti anziché 14) è spesso vincolata al mantenimento di una condotta elevata, pari o superiore a 9/10, valorizzando così anche in termini valutativi il comportamento tenuto durante l’anno conclusivo.
I crediti formativi e la documentazione utile
I crediti formativi vengono spesso confusi con i crediti scolastici, ma hanno natura differente: non si sommano oltre i 40 punti massimi, bensì rappresentano esperienze extrascolastiche certificate che il Consiglio di Classe valuta per assegnare il punteggio più alto all’interno della fascia di appartenenza. In altre parole, se la tua media ti colloca nella fascia 10-11 punti, un credito formativo ben documentato può farti ottenere 11 invece di 10.
Tra le attività riconosciute figurano:
- Certificazioni linguistiche rilasciate da enti internazionali (Cambridge, DELF, Goethe-Institut)
- Attività sportive a livello agonistico certificate dalle Federazioni riconosciute dal CONI
- Volontariato svolto con continuità presso associazioni iscritte in registri ufficiali
- Corsi extracurriculari di informatica, musica o teatro attestati
Per essere considerata, tutta la documentazione deve essere presentata in segreteria entro le scadenze stabilite dall’istituto, generalmente fissate intorno al 15 maggio. Solo le esperienze adeguatamente certificate e coerenti con il percorso formativo possono influenzare positivamente la delibera del Consiglio di Classe.
Il bonus fino a 5 punti e le soglie per ottenerlo
La commissione d’esame può assegnare un bonus fino a 5 punti oltre ai 100 di base. Alcune fonti recenti ipotizzano una rimodulazione a 3 punti per irrigidire i criteri di merito, ma il principio premiale resta valido: si tratta di un riconoscimento aggiuntivo per profili d’eccellenza.
Il bonus non scatta in automatico. Lo studente deve soddisfare contemporaneamente due condizioni tassative: essere stato ammesso con almeno 30 crediti scolastici e aver totalizzato almeno 50 punti complessivi nelle tre prove d’esame (prima e seconda prova scritta, colloquio orale). Solo chi riesce a superare entrambe le soglie può beneficiare del premio, che consente di avvicinarsi al 100 o di raggiungere la lode.
Le strategie per massimizzare il punteggio di ammissione
Per costruire un solido tesoretto di crediti conviene concentrare gli sforzi sul quarto e quinto anno, dove si assegnano rispettivamente fino a 13 e 15 punti. Anche mezzo voto in più può far passare la media da 8,9 a 9,0 e aprire la fascia superiore, guadagnando un punto intero sul diploma finale.
Monitorare costantemente il registro elettronico permette di individuare in tempo le materie da recuperare e pianificare verifiche mirate. Verificare per tempo di aver completato le ore PCTO previste e di essersi iscritti alle prove Invalsi evita sorprese in sede di scrutinio.