Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato con nota del 16 marzo 2026 le modifiche al Curriculum della Studentessa e dello Studente, strumento introdotto per documentare il percorso formativo dei diplomandi. L’aggiornamento si basa sul decreto ministeriale n. 2 del 9 gennaio 2026, che ne ha ridefinito la struttura per rendere più incisiva la valorizzazione delle esperienze scolastiche ed extrascolastiche maturate nel quinquennio.
La revisione si collega strettamente al DM n. 13 del 29 gennaio 2026, che disciplina lo svolgimento del colloquio d’esame. Quest’ultimo atto prevede che il documento assuma un ruolo centrale nella prova orale, inaugurando una fase in cui il candidato presenta una riflessione sul proprio percorso.
L’obiettivo dichiarato è valutare non solo le conoscenze disciplinari ma anche la maturazione personale, l’autonomia e la responsabilità acquisite attraverso attività scolastiche e iniziative esterne alla scuola, rafforzando la funzione orientativa del curriculum verso università e lavoro.
Il nuovo curriculum: struttura e tempi di accesso
Il Curriculum dello Studente si articola in quattro sezioni con funzioni distinte. La parte prima raccoglie il percorso di studi e istruzione, mentre la seconda documenta certificazioni linguistiche e informatiche conseguite. La terza sezione registra attività extrascolastiche come sport, volontariato ed esperienze culturali. La quarta parte contiene i risultati delle Prove Nazionali INVALSI e la certificazione di lingua inglese.
L’elemento più rilevante riguarda i tempi di consultazione: durante le sessioni d’esame, le Commissioni avranno accesso esclusivamente alle prime tre parti del documento. I dati relativi alle prove standardizzate nazionali verranno integrati solo dopo la conclusione dell’esame, garantendo che i livelli di apprendimento rilevati non influenzino la valutazione collegiale della maturità.
Questa scelta tutela l’autonomia valutativa delle Commissioni e separa nettamente la funzione certificativa delle prove INVALSI dal giudizio finale sul percorso del candidato.
Il colloquio: dalla riflessione personale alla valutazione
Il decreto ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026 ridefinisce l’impianto del colloquio d’esame, che non si apre più con domande dirette ma con una breve riflessione guidata del candidato sul proprio percorso. Il punto di partenza è il curriculum: lo studente illustra le esperienze, le competenze e le scelte documentate nelle prime tre sezioni, costruendo una narrazione coerente del proprio sviluppo personale e scolastico.
La Commissione valuta maturazione personale, autonomia e senso di responsabilità, qualità che emergono non solo dai risultati curricolari ma anche da attività svolte fuori dall’ambiente scolastico. Impegni nel volontariato, nello sport o in progetti culturali diventano indicatori concreti di competenze trasversali e contribuiscono al giudizio complessivo.
Il curriculum assume così una funzione orientativa: aiuta studente e commissione a riconoscere attitudini e interessi utili per le scelte future, dall’università al mondo del lavoro, rendendo l’orale un momento di valorizzazione integrale della persona.
La compilazione su e-portfolio e gli usi post-diploma
Gli studenti dell’ultimo anno sono chiamati a svolgere un ruolo attivo nella costruzione del proprio Curriculum. Il Ministero ha invitato esplicitamente dirigenti scolastici e docenti a sensibilizzare i diplomandi sulla compilazione accurata del documento, con particolare attenzione alla terza sezione dedicata alle attività extrascolastiche, spesso trascurata ma centrale nella valutazione della maturazione personale.
L’accesso al sistema avviene attraverso il servizio digitale E-Portfolio della Piattaforma Unica, dopo aver completato le procedure di autenticazione informatica. Una volta superato l’esame, i neodiplomati potranno scaricare il Curriculum nella sua versione integrale oppure selezionare singole sezioni, ottenendo così un documento pronto per essere allegato a candidature lavorative o presentato a università e istituti di formazione terziaria, rafforzandone la funzione di strumento operativo per l’orientamento.