Maya, lo specchio digitale che protegge il cuore dei giovani sopravvissuti al cancro

Maya, lo specchio digitale che protegge il cuore dei giovani sopravvissuti al cancro

Una piattaforma europea con intelligenza artificiale per monitorare la salute cardiaca di ragazzi e giovani adulti dopo le terapie oncologiche. L'Irst di Meldola unico centro italiano.
Maya, lo specchio digitale che protegge il cuore dei giovani sopravvissuti al cancro

Ogni anno nel mondo quasi 1,3 milioni di persone tra i 15 e i 39 anni ricevono una diagnosi di tumore, circa 11mila in Italia. Oggi oltre l’85% di chi rientra in questa fascia d’età è vivo a cinque anni dalla diagnosi, un risultato straordinario che però apre una fase delicata: quella del lungo periodo.

Le terapie oncologiche possono infatti rendere più fragile il cuore e l’apparato cardiovascolare. Dopo la fase acuta, molti ragazzi e giovani adulti tornano a studiare, frequentano l’università, riprendono il lavoro e cercano di ricostruire una vita normale tra impegni quotidiani e relazioni. Ma proprio in questa fase il monitoraggio diventa cruciale.

Servono controlli periodici mirati, attenzione allo stile di vita – alimentazione equilibrata, movimento regolare, gestione dello stress – e sorveglianza costante degli effetti tardivi delle cure. Il rischio cardiaco non scompare con la fine dei trattamenti: richiede prevenzione attiva e strumenti che aiutino a intercettare per tempo eventuali segnali critici, senza perdere di vista la quotidianità.

La piattaforma Maya: progetto europeo e centri coinvolti

Maya, acronimo di “Mirrors supporting healthier lives of Adolescents and Young Adults after cancer”, è una piattaforma con uno specchio digitale intelligente al centro. Il progetto è finanziato dal programma europeo Horizon con quasi 6 milioni di euro e coinvolge 16 enti di ricerca distribuiti in 10 Paesi.

La rete clinica si compone di 5 centri principali. L’Irst “Dino Amadori” di Meldola è l’unico centro italiano selezionato per la sperimentazione clinica. Sul fronte digitale e di intelligenza artificiale collabora il Cnr – Istituto di scienza e tecnologia dell’informazione “Alessandro Faedo”.

Il prototipo sarà completato entro il 2028. Secondo le previsioni dei ricercatori, l’utilizzo di Maya potrebbe ridurre tra il 30% e il 40% gli eventi cardiaci maggiori, diminuire i ricoveri ospedalieri e migliorare concretamente la qualità della vita dei giovani pazienti oncologici.

Le istituzioni regionali dell’Emilia-Romagna hanno riconosciuto il valore strategico di ospitare sul territorio una sperimentazione così avanzata in ambito cardioncologico.

La tecnologia integrata: specchio smart, wearable e IA per l’allerta precoce

Maya combina smart mirror, bilancia digitale, smartwatch e misuratore di pressione in un’unica piattaforma. Quando l’utente si posiziona davanti allo specchio, un sistema di visione artificiale analizza postura, movimenti del corpo e, in alcuni casi, espressioni del volto.

I parametri biometrici raccolti dai dispositivi indossabili e dalla bilancia vengono elaborati dall’intelligenza artificiale, che li integra con linee guida cliniche aggiornate e database di casi simili già seguiti. In tempo reale, il sistema valuta il benessere complessivo della persona, individua eventuali aree critiche e interagisce direttamente, fornendo suggerimenti personalizzati su alimentazione, gestione dello stress e attività fisica.

Se emergono segnali di rischio per la salute cardiaca, Maya attiva un allarme e indirizza l’utente verso una valutazione specialistica. La tecnologia non sostituisce medici e operatori sanitari, ma garantisce continuità di cura tra una visita e l’altra, fungendo da alleato quotidiano per il monitoraggio.

Gli impatti sulla vita quotidiana: riabilitazione cardioncologica e follow-up personalizzati

La cardioncologia rappresenta oggi un pilastro innovativo nell’assistenza post-tumore, utilizzando strumenti digitali come Maya per prevenire complicanze cardiache attraverso programmi di riabilitazione costruiti sulla storia clinica e le abitudini individuali di ciascun paziente.

La presa in carico prosegue oltre le terapie acute, permettendo di intercettare problemi a lungo termine, salvaguardare la qualità di vita e facilitare il ritorno a studio, sport e lavoro. L’intelligenza artificiale agisce come supporto responsabile ai professionisti sanitari, rendendo più semplice mantenere uno stile di vita sano e guardare al futuro con maggiore sicurezza.

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