Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in un’intervista a Il Resto del Carlino e al Quotidiano nazionale, ha confermato che i controlli con metal detector si svolgeranno fuori dagli edifici scolastici, non all’interno. La decisione, definita dal ministro come “concreta” e “risposta a un problema reale”, prevede l’installazione dei dispositivi a ridosso dell’ingresso delle scuole che ne facciano richiesta.
Valditara ha respinto le accuse di repressione provenienti da alcuni esponenti della sinistra, sottolineando che “fare i controlli con i metal detector fuori dalla scuola quando è la scuola stessa a chiederli non vieta di educare al rispetto”. Il ministro ha ribadito che la misura non sarà quotidiana ma mirata, attivata solo quando si ravvisi un rischio di atti violenti sopra la media, con l’obiettivo di prevenire l’ingresso di coltelli e altre armi in classe.
Le fasi operative tra dirigente, prefettura e forze dell’ordine
L’iter prevede tre passaggi chiave. Il dirigente scolastico, rilevando un rischio di atti violenti sopra la media nel proprio istituto, inoltra la richiesta di impiego dei metal detector. La prefettura competente valuta la fattibilità della misura e, se ritiene sussistano i presupposti, dispone l’attuazione concreta dell’intervento.
I controlli vengono quindi effettuati con periodicità concordata, presumibilmente a cura delle forze dell’ordine, in prossimità dell’ingresso dell’edificio scolastico.
La procedura non è quotidiana: la fonte ministeriale sottolinea che l’impiego dei dispositivi avviene solo in presenza di situazioni ritenute critiche, così da prevenire l’ingresso in classe di coltelli o altre armi. L’obiettivo dichiarato è tutelare la sicurezza di studenti e personale scolastico senza trasformare la misura in un’azione ordinaria.
La lettura dei giudici: un’emergenza da “Guinness”
Alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, la magistratura ha lanciato un allarme netto sulla violenza minorile e giovanile, qualificando il fenomeno come un’emergenza da “Guinness dei primati”. La definizione sottolinea la gravità e l’estensione di una situazione che non conosce più confini territoriali, investendo un po’ tutte le regioni italiane con intensità e modalità diverse.
A Catania si registrano “elevatissimi tassi di devianza minorile”, mentre a Roma i giudici hanno posto l’accento sulla “situazione drammatica nelle carceri minorili” della regione. A Napoli emerge l’uso “crescente e disinvolto” delle armi anche tra i più giovani, un dato che evidenzia una normalizzazione preoccupante della violenza.
L’allarme dei giudici alimenta il dibattito pubblico e offre un sostegno istituzionale alle misure di prevenzione, come i metal detector, per arginare l’ingresso di armi nelle scuole.
Gli episodi recenti: Bologna, Viterbo, Grottaglie e le altre città
A Bologna, in una scuola media della periferia Ovest, un alunno non ancora quattordicenne ha estratto un coltellino artigianale durante una lite con alcuni compagni, minacciandoli. Disarmato tempestivamente dai docenti, il ragazzo di origini straniere è stato denunciato dai Carabinieri per porto di coltelli.
Pochi giorni prima, il 24 gennaio, nell’istituto superiore di Budrio – sempre nel Bolognese – era stato rinvenuto un machete nello zaino di uno studente.
A Viterbo il Questore ha ammonito per bullismo un quindicenne di origini albanesi, che aveva infilato un petardo acceso nel cappuccio della felpa di un tredicenne, chiudendogliela sulla testa. Il ragazzo più piccolo, preso di mira da tempo dal compagno ripetente, non ha riportato ferite grazie al tempestivo intervento. Gli accertamenti sono stati condotti dalla divisione anticrimine della Polizia.
A Grottaglie, nel Tarantino, durante i festeggiamenti in onore di San Ciro, una rissa al Luna Park ha portato all’accoltellamento di due giovani di 20 e 16 anni. Nel corso dello scontro fisico uno dei partecipanti ha estratto un coltello, colpendo ripetutamente il ventenne e ferendo al braccio il sedicenne intervenuto per sedare la lite.
Entrambi sono stati trasportati in ospedale a Taranto; le loro condizioni non destano preoccupazione. La Polizia indaga sull’accaduto.