Il 24 marzo 2026, l’istituto comprensivo “Ai nostri Caduti” del Milanese ha dovuto annullare una visita didattica alla moschea di Trezzo sull’Adda. L’uscita, approvata dagli organi collegiali, mirava a favorire l’istruzione interculturale attraverso l’osservazione diretta di uno spazio di culto e il confronto con realtà diverse da quelle quotidiane degli studenti.
Lo stop è arrivato dopo che l’associazione ospitante ha dichiarato la propria indisponibilità a proseguire il progetto, in seguito a forti pressioni esterne che hanno trasformato l’iniziativa in oggetto di scontro politico. L’attività prevedeva laboratori sulla scrittura araba, sui pilastri dell’Islam e sui diritti delle donne nelle diverse tradizioni religiose, con l’obiettivo di fornire strumenti di comprensione storica e culturale dei fenomeni religiosi contemporanei.
La cancellazione ha evidenziato il contrasto tra l’intento educativo originario — l’apertura al pluralismo in un contesto sociale sempre più articolato — e le dinamiche di pressione politica che hanno impedito la realizzazione dell’esperienza formativa.
Le contestazioni politiche e la narrazione della legittimità
Esponenti della Lega hanno sollevato dure critiche, definendo l’iniziativa un tentativo di “islamizzazione” del sistema scolastico pubblico. Secondo tale lettura, i laboratori previsti — dedicati alla scrittura araba, ai pilastri dell’Islam e ai diritti delle donne — presenterebbero una natura ideologica incompatibile con la laicità della scuola pubblica.
Le obiezioni si concentrano sull’asserita incoerenza dell’istituto, accusato di trascurare le radici cristiane a favore di culture esterne. Questa impostazione, riportata dalle fonti, trasforma un approfondimento culturale in uno “scontro di civiltà”, ignorando la distinzione tra studio storico-antropologico e pratica religiosa.
Il dibattito evidenzia due concezioni di laicità: da un lato, la neutralità intesa come distanza da ogni espressione religiosa; dall’altro, l’apertura allo studio comparato dei fenomeni religiosi come fatti sociali e culturali. La polemica ha inciso sul clima scolastico, condizionando la libertà progettuale dell’istituto e limitando le opportunità di confronto civile offerte agli studenti.
La replica della scuola e le garanzie di laicità
La dirigente scolastica Patrizia Santini ha risposto alle accuse ribadendo che la visita alla moschea aveva ottenuto l’approvazione unanime degli organi collegiali dell’istituto. L’iniziativa era concepita come momento di osservazione e confronto civile, finalizzato allo studio dei fenomeni religiosi come fatti storici e culturali, non come adesione spirituale.
L’istituto ha garantito l’assenza di qualsiasi forma di indottrinamento: non erano previste preghiere né richieste di partecipazione a pratiche di culto. La scuola ha inoltre sottolineato la continuità con le proprie tradizioni, evidenziando la regolare celebrazione del Natale e della Pasqua e la permanenza del crocifisso nelle aule.
Secondo la dirigenza, l’approccio adottato rappresenta un equilibrio tra il rispetto dell’identità culturale della comunità scolastica e l’apertura necessaria in un contesto sociale sempre più plurale, distinguendo nettamente tra conoscenza e proselitismo.
Le implicazioni educative dell’intercultura
Secondo la dirigenza dell’istituto, rinunciare all’esplorazione delle dimensioni religiose non rafforza l’identità culturale degli studenti, ma al contrario la indebolisce. Privare i ragazzi di strumenti concreti per interpretare una società sempre più plurale limita la loro capacità di leggere e comprendere fenomeni sociali, storici e culturali che caratterizzano la realtà contemporanea.
La cancellazione forzata dell’esperienza formativa evidenzia la difficoltà crescente nel tracciare una distinzione netta tra educazione e propaganda. Questo clima di sospetto rischia di impoverire il percorso di crescita degli studenti, sottraendo loro occasioni preziose di apprendimento, confronto civile e dialogo in un contesto sociale che richiede competenze interculturali sempre più sviluppate e consapevoli.