Lo stipendio degli insegnanti italiani è uno dei più bassi a livello Europeo. Quelli percepiti dai docenti che lavorano su spezzoni sono ancora più miseri. Alla luce di questo e dei diffusi rincari che stanno interessando la società da qualche mese a questa parte, ciò rende molto difficile a questi ultimi accettare incarichi lontano da casa, soprattutto quando prevedono onerosi costi per i trasporti. E’ il caso di una vicenda della quale si sta parlando proprio in questi giorni, ovvero dei docenti che non vanno ad insegnare ad Ustica. Tanto da aver richiesto l’intervento di Renato Schifani.

Il costo degli aliscafi per Ustica è troppo caro

Accettare un nuovo incarico dovrebbe essere motivo di gioia per chi è precario o è appena entrato di ruolo, in quanto significherebbe poter contare su uno stipendio certo a fine mese. Ma in queste condizioni, firmare il contratto può mettere in crisi. Specie chi deve sostenere alte cifre per i propri spostamenti da e verso la scuola. Nel caso specifico di Ustica, i biglietti dell’aliscafo – andata e ritorno – da Palermo arrivano a costare anche 60 euro.

Somma che deve essere affrontata per gran parte del mese e che, pertanto, diventa praticamente insostenibile. E lo stesso problema vale naturalmente per tutte le scuole site in posizioni disagiate, non solo piccole isole dunque, ma anche altrettanto piccole comunità montane. In tutti questi casi, la scelta di accettare un incarico diventa antieconomica. E le conseguenze sono facilmente prevedibili: il diritto all’Istruzione viene minacciato.

La lettera al presidente Renato Schifani

Questa situazione, come comprensibile, non è sostenibile, e a segnalarla è stato, tra gli altri, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di secondo grado Saveria Profeta di Ustica. Giusto Catania, questo il suo nome, ha inviato una lettera al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. Qualche stralcio della stessa, nella quale il dirigente fa emergere i punti salienti della condizione sfavorevole nella quale vengono a trovarsi parecchi docenti italiani:

“Il collegamento con le isole minori  soprattutto per garantire un servizio fondamentale qual è la scuola, non può essere così oneroso: in questo modo appare impossibile per la scuola garantire una supplenza breve o un contratto di poche ore. Il diritto allo studio è inalienabile e costituzionalmente garantito ma purtroppo nell’isola di Ustica gli studenti sono costretti a rinunciare a numerose ore di lezioni a causa del costo esorbitante del collegamento”.

Il preside Catania, in definitiva, ha chiesto al presidente della regione un intervento tempestivo che porti all’adozione di tariffe agevolate per i lavoratori della scuola di Ustica.

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