Come abbiamo detto più volte, non è raro che nel periodo che precede immediatamente il Natale le scuole vengano occupate. Sicuramente per ottime ragioni, ma provocando la perdita di preziose ore di lezione. Non in una scuola di Firenze, però, dove la preside ha pensato bene di imporre la Dad. L’avevamo salutata solo qualche mese fa ed ora la didattica a distanza torna coinvolgere gli alunni ed i professori. Ma questa volta non più a causa del Covid.

Studenti occupano scuola: la preside impone la Dad con telecamere accese

La notizia è stata riportata da Firenze Today. In base a quanto raccontato, la dirigente scolastica di un istituto scolastico fiorentino ha emanato una circolare nella quale chiede agli studenti di seguire le lezioni in modalità digitale. In modo da continuare a garantire il diritto allo studio.

Nell circolare della preside, dalla quale si evince una certa urgenza di riprendere le lezioni da un lato, e che queste vengano effettivamente seguite dall’altro, si legge:

“In attesa dell’intervento dell’autorità giudiziaria, le lezioni riprenderanno in via eccezionale, al fine di garantire il diritto allo studio, in modalità a distanza (dad) a cominciare da mercoledì 14 dicembre. La modalità a distanza rimarrà attiva fino a nuova comunicazione. È obbligatorio tenere accesa la videocamera durante tutta la durata delle lezioni, in caso contrario lo studente sarà considerato assente”, si legge nella circolare diffusa ieri dalla dirigente scolastica.

Cosa ne pensano gli alunni

Dal loro canto, gli allievi dell’istituto hanno le proprie ragioni. Il motivo dell’occupazione è chiaramente stilato in un apposito documento. Nel quale mettono in evidenza come nella loro scuola le condizioni di sicurezza non siano affatto sufficienti. “Manca la scala antincendio, le condizioni igieniche sono inaccettabili, molti bagni sono costantemente inaccessibili, ci sono aule che quando piove si allagano, perché le finestre non chiudono bene, i computer dei laboratori sono inadeguati”, fanno sapere i ragazzi.

La preside non si è girata dall’altro lato, ma ha anzi risposto al documento con un verbale nel quale ha chiarito alcuni aspetti e ne ha sottolineati altri. Mettendosi a disposizione per risolvere al più presto le criticità. Ma questo non ha fermato le proteste. Tanto che anche i genitori sono intervenuti. In particolare, questi ultimi hanno posto l’accento sul fatto che l’iniziativa presa dalla dirigente in merito alla Dad possa essere risultata denigrante nei confronti dei loro figli. “Crediamo che se i giovani esprimono un disagio sia importante andare loro incontro con l’ascolto ed il confronto costruttivo, e che la scelta di attivare la dad in un contesto del genere sia denigrare a priori una richiesta chiara.” hanno espresso in una lettera.

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