Prove Invalsi nel curriculum dello studente: dal 2026 i livelli entreranno nel diploma

Prove Invalsi nel curriculum dello studente: dal 2026 i livelli entreranno nel diploma

Per la prima volta i livelli di apprendimento delle prove Invalsi entreranno nel curriculum dello studente allegato al diploma di maturità, a partire dal 2026.
Prove Invalsi nel curriculum dello studente: dal 2026 i livelli entreranno nel diploma

Per la prima volta da quando l’Italia ha introdotto il sistema standardizzato di valutazione, i livelli di apprendimento rilevati dalle prove Invalsi entreranno nel curriculum dello studente allegato al diploma di maturità. La novità riguarda le tre discipline oggetto delle prove: italiano, matematica e inglese.

I risultati saranno riportati in forma descrittiva, offrendo una rappresentazione articolata delle competenze acquisite.

La disposizione è contenuta nel decreto 127/2025, che ha integrato il quadro normativo già esistente sul curriculum dello studente. Il provvedimento ha aggiunto questa sezione alle altre tre già previste, ampliando così il ventaglio di informazioni raccolte nel documento.

L’inserimento dei livelli avviene esclusivamente a valle dell’esame di Stato, dopo che la commissione ha concluso i lavori di valutazione. Questa scelta nasce dall’esigenza di tutelare l’imparzialità del giudizio finale: le informazioni sui risultati delle prove Invalsi non devono in alcun modo influenzare la valutazione della commissione d’esame, garantendo così che il processo resti autonomo e indipendente.

Il perimetro delle prove: materie, ordini di scuola e platea coinvolta

Le prove Invalsi valutano le competenze in italiano, matematica e inglese, discipline fondamentali per misurare il livello di preparazione degli studenti italiani. Le somministrazioni coinvolgono gli alunni di terza media e di quinta superiore, per i quali la partecipazione è obbligatoria ai fini dell’ammissione rispettivamente all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo e alla maturità.

La platea complessiva interessata ammonta a circa 2,5 milioni di studenti, un numero che testimonia la portata nazionale del sistema di valutazione standardizzato. L’obbligatorietà della partecipazione nei gradi terminali di ciascun ciclo di studi sottolinea l’importanza attribuita a queste prove quale strumento di rilevazione delle competenze acquisite nel percorso scolastico.

Le modalità di inserimento nel curriculum e la tutela dell’esame

I livelli di apprendimento rilevati dalle prove Invalsi verranno riportati nel curriculum dello studente in forma descrittiva, attraverso una presentazione testuale dei risultati conseguiti anziché semplici punteggi numerici. Questa scelta risponde alla necessità di fornire un quadro articolato delle competenze acquisite, restituendo un profilo più completo e leggibile delle prestazioni dello studente nelle tre discipline valutate.

L’inserimento delle informazioni avviene esclusivamente a valle dell’esame di Stato, ossia dopo la conclusione delle prove scritte e del colloquio orale. La ratio di questa tempistica risiede nell’esigenza di preservare l’imparzialità della commissione esaminatrice: i membri non potranno accedere ai livelli Invalsi durante il processo valutativo, evitando qualsiasi possibile influenza sul giudizio finale.

Il curriculum, allegato al diploma di maturità, raccoglierà dunque i dati delle prove standardizzate solo dopo che il voto d’esame sarà stato definitivamente assegnato.

Le date di avvio e l’organizzazione temporale

Le prove Invalsi 2026 prenderanno il via dal 2 marzo, coinvolgendo su scala nazionale i 2,5 milioni di alunni della terza media e della quinta superiore. La somministrazione segue il consueto calendario delle rilevazioni standardizzate nazionali, distribuendosi nei mesi successivi in base agli ordini di scuola coinvolti.

L’avvio delle prove rappresenta un passaggio cruciale nell’anno scolastico, poiché la partecipazione costituisce requisito obbligatorio per l’ammissione agli esami di Stato. L’organizzazione su scala nazionale garantisce uniformità di somministrazione e comparabilità dei risultati.

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