X-Factor: cos’è e chi l’ha inventato

Conosciamo tutti il famoso talent show internazionale X Factor, ma pochissimi sanno cosa sta a sgnificare il nome del programma. Possiamo subito dirvi che si riferisce perfettamente alla filosofia del talent: i gudici premiano il partecipante che ha quel qualcosa in più rispetto agli altri e che però difficilmente si riesce a definire con le parole giuste. In questo articolo ci concentreremo proprio sull’espressione X-factor, scoprendo cosa significa nello specifico e chi è stato il primo ad utilizzarla.

Cos’è l’x-factor? Definizione

L’espressione è giunta in Italia insieme al programma televisivo e possiamo tradurla con “fattore x” o meglio “un non so che”. In Gran Bretagna X-Factor è già presente nei dizionari: nel Cambridge, ad esempio, si definisce X-factor una qualità che non si può descrivere, che non si riesce a definire nello specifico, ma che rende qualcuno molto speciale. Nell’Oxford invece questa qualità è anche riferita agli oggetti, come ad esempio un’automobile. Inoltre, sempre secondo l’Oxford, l’x-factor è una variabile che in un determinato contesto può influenzare il risultato.

X-Factor: origine dell’espressione

Non si sa bene quando l’espressione sia entrata in uso, ma secondo alcune fonti pare che risalga agli anni Trenta del Novecento, utilizzata però in contesti scientifici. Il simbolo X probabilmente deriva dalla matematica, in cui con la X si indica un’incognita, un valore appunto sconosciuto. Tuttavia, il primo ad utilizzare ufficialmente l’espressione X-factor è stato Lev Tolstoj in Guerra e Pace. Lo scrittore ha utilizzato l’espressione nel secondo capitolo del romanzo, quando descrive l’epilogo dello scontro tra l’esercito di Napoleone e quello russo: qui Tolstoj dice che è stato il fattore x a determinare la vittoria di un esercito sull’altro, un valore sconosciuto che, moltiplicato per la massa dei soldati, determina la forza dell’esercito.

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