Eutanasia: cos’è

La definizione: “per eutanasia si intende qualsiasi pratica volta a porre fine alla vita di un individuo, la cui qualità della vita sia permanentemente compromessa da una malattia, menomazione o condizione psichica“; viene dal greco “buona morte” e nella pratica indica semplicemente un modo per aiutare a morire in modo indolore persone che ritengono che la qualità della loro vita sia inaccettabile a causa di un malessere fisico o psicologico di grave entità. Com’è evidente il dibattito sull’eutanasia è molto acceso, proprio perché si basa su una valutazione puramente soggettiva: chi ha diritto a usufruirne e perché? Scopriamo insieme cosa dice la legge in Italia e all’estero…

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Eutanasia: la legge italiana

In Italia il dibattito sull’eutanasia è ancora aperto: forte di una legge sul biotestamento appena entrata in vigore e di una sentenza, quella a Marco Cappato, che è stata resa pubblica il 14 febbraio.  Il suicidio e il tentato suicidio non sono reato nel nostro paese. L’eutanasia è considerata come l‘omicidio volontario (art. 575 codice penale). In caso di consenso del malato si configura la fattispecie prevista dall’art. 579 c.p, punita proprio con la reclusione da 6 a 15 anni. Anche il suicidio assistito è un reato, giusta art. 580 c.p. (Istigazione o aiuto al suicidio), punito con reclusione da 5 a 12 anni, anche per condotta omissìva rispetto ad obblighi di legge. Insomma chiunque pratichi l’eutanasia o aiuti qualcuno a praticarla è punibile con la reclusione.

Eutanasia: dov’è legale

L’eutanasia è legale nei seguenti paesi:

  • Olanda
  • Svizzera
  • Belgio
  • Stati Uniti
  • Cina
  • Germania (eutanasia proibita ma tollerato il suicidio assistito)
  • Svezia (eutanasia proibita ma tollerato il suicidio assistito)
  • Finlandia (solo eutanasia passiva)
  • Norvegia (solo eutanasia passiva)
  • Francia (solo eutanasia passiva)
  • Ungheria  (solo eutanasia passiva)

Eutanasia: differenze tra attiva e passiva

Per eutanasia attiva si intende un intervento diretto finalizzato a procurare o ad accelerare la morte tramite l’utilizzo di farmaci considerati letali. Nel caso dell’eutanasia passiva, invece, il medico si astiene dal eseguire ulteriori interventi o somministrare cure dirette a tenere in vita il malato; in poche parole, sospende le cure e attende.