Guillaume Apollinaire: biografia

Guillaume Apollinaire, pseudonimo di Wilhelm Apollinaris Kostrowitzky, è nato a Roma il 26 Agosto 1880 da un ufficiale svizzero che non lo riconobbe mai e una nobildonna polacca. Da giovanissimo si trasferisce con la madre a Parigi dove comincia a frequentare gli ambienti dell’avanguardia letteraria e artistica, a collaborare a varie riviste e ad intervenire nei più vivaci dibattiti dell’epoca. In quel periodo lavora a racconti fantastici e raccolte di poesie continuando ad intrattenere rapporti sempre più stretti con gli esponenti di spicco del mondo culturale tra cui Giuseppe Ungaretti, Max Jacob e Palbo Picasso. Quando scoppia la Prima Guerra Mondiale, decide di arruolarsi come volontario ma nel 1916 viene ferito ad una tempia e subisce un complesso intervento chirurgico. Indebolito dall’operazione, dopo due anni si ammala di influenza spagnola e viene trovato in stato di incoscienza nel suo attico parigino. La corsa in ospedale fu inutile: i medici lo dichiararono subito morto e, così, fu sepolto nel cimitero di Père Lachaise.

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Guillaume Apollinaire: la produzione poetica

La vita letteraria di Apollinaire cominciò ufficialmente nel 1910 con la pubblicazione di sedici racconti fantastici intitolati “L’eresiarca & C.” a cui seguirono l’anno successivo i brevi poemi del “Bestiario o corteggio di Orfeo“. Nel 1913 il “Mercure de France” pubblicò la prima grande opera dello scrittore intitolata “Alcools“: si trattava della raccolta delle migliori poesie scritte in 15 anni di lavoro, tra 1898 e il 1912. Dopo l’esperienza della guerra e della delicata operazione al cranio, nel 1918 apparve la seconda grande raccolta di poesie di Apollinaire dal titolo “Calligrammi, poemi della guerra e della pace“. Le due raccolte poetiche riuscirono a rinnovare la letteratura francese, influenzando in maniera determinante anche la poesia italiana del Novecento, tanto da essere considerate dei veri e propri capolavori dell’epoca.

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Guillaume Apollinaire: lo stile

La poetica di Apollinaire si caratterizza per un forte spirito innovatore e moderno. Nella prima raccolta di poesie “Alcools” riesce ad amalgamare toni e forme espressive completamente diverse tra di loro: versi liberi e irregolari si affiancano a toni classici, oppure temi tratti dall’attualità più cruda e bassa accompagnano atmosfere romantiche ed elegiache. Nella seconda raccolta la ricerca per l’innovazione si fa ancora più incisiva tanto che lo scrittore comincia ad usare forme d’espressione sui generis: l’ideogramma lirico in cui vengono disegnati oggetti con le lettere dei versi; il poema-conversazione in cui si sovrappongono frammenti di dialogo; i testi simultanei che accostano brani di origine diversa.