Legge Zan: cosa sapere

Oggi vi parliamo di un tema molto importante e delicato che torna a farsi sentire. Stiamo parlando della Legge Zan, che prende il nome dal suo promotore: Alessandro Zan (PD), politico e attivista LGBT egli stesso vittima di discriminazioni e aggressioni a causa della sua omosessualità. La proposta ha incassato il via libera alla Camera lo scorso novembre mentre la Lega ne ha bloccato la discussione in Senato, scatenando le proteste dei partiti di Sinistra e di molti personaggi famosi, tra cui i cantanti Elodie e Fedez.

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Legge Zan: cos’è

Il provvedimento, in poche parole, amplia l’ambito di applicazione dei delitti contro l’eguaglianza previsti dal Codice penale agli articoli 604 bis e 604 ter, aggiungendo al novero delle fattispecie condannate i comportamenti discriminatori rivolti a disabili, omosessuali, transessuali e qualunque atto persecutorio motivato dall’orientamento sessuale. Una proposta di legge che non solo tutela i diritti della comunità LGBT ma punisce anche il sessismo e la misoginia. Difatti le donne sono i soggetti più colpiti da violenza, emarginazione, demansionamento e discriminazione sul lavoro.

Legge Zan: cosa prevede

Il testo riunisce diversi precedenti progetti contro l’omofobia (in particolare i ddl Boldrini, Scalfarotto e Bartolozzi) e prevede una circostanza specifica per le discriminazioni rivolte contro persone omosessuali e trans, rafforzando quanto già stabilito nella legge Mancino n. 25/1993: al divieto di discriminazione per motivi “razziali, etnici o religiosi” si aggiungono quelli fondati “sul genere e sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

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