Quando ero giovane io, sì che si sgobbava a scuola - Studentville

Quando ero giovane io, sì che si sgobbava a scuola

Gli studenti di oggi sono davvero più impreparati dei loro genitori? Un'indagine sulla scuola ieri ed oggi.
Quando ero giovane io, sì che si sgobbava a scuola

Ma sarà poi vero che gli studenti di oggi siano peggiori di quelli di ieri?

UNA SCUOLA PIU’ DEMOCRATICA
Rispetto al passato, quella attuale è una scuola aperta a tutti: i ragazzi con difficoltà psichiche e fisiche vengono seguiti da educatori di sostegno e inseriti nella classe, non isolati e confinati in strutture a sé come avveniva in passato. L’istruzione è inoltre sentita come un diritto di tutti: oggi chiunque accede ad una scolarizzazione di livello medio, quando invece nel passato la cultura e il sapere erano appannaggio di un’ élite ricca e raffinata.
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DA AGENZIA EDUCATIVA A KLEENEX USA E GETTA
Fino a cinquant’anni fa la scuola era, accanto alla famiglia, l’unica agenzia educativa su cui la società poteva contare: una struttura salda, diretta da insegnanti severi e rivolta a ragazzini rispettosi e ansiosi di imparare.
Oggi gli scolari sono quotidianamente intrattenuti da molte altre fonti d’educazione: la televisione informa e spiega, il cinema approfondisce, Internet mette a disposizione centinaia di informazioni. I ragazzi si abituano a poter disporre di tutto, quando e come vogliono, e non appena se ne stancano spengono il PC e scollegano il cervello. Avvezzi al ritmo martellante e vertiginoso degli spot pubblicitari, crescono con la sensazione di poter assaporare ogni cosa, ma rapidamente, abbandonandola non appena insorga la fatica, gettandola via come un kleenex ormai consumato.
E così l’approfondimento, la ricerca delle cause, la sofferenza e la fatica che lo studio scolastico richiede vengono evitati con cura dai nuovi scolari, cresciuti in una società che ordina di comprare, usare, divertirsi e non perdere tempo a pensare.

LA SCUOLA? NON E’ PIU’ IMPORTANTE
Il problema della nostra scuola è la perdita di importanza che, anno dopo anno, le viene inesorabilmente sottratta.
Una delegittimazione che si avverte anche nella sottovalutazione degli insegnanti: come si può pretendere che trasmettano agli alunni la gioia e la bellezza dello studio, se essi stessi non sono riconosciuti nel loro valore educativo e sociale? Gli insegnanti italiani sono infatti tra i meno pagati d’Europa, con uno stipendio massimo di 1.300 euro: sono persone spesso competenti ed energiche, ma deluse da una società che non li apprezza, da genitori che proteggono i figli scansafatiche e che affermano, più o meno esplicitamente, di saperne più di loro.

L’INSEGNAMENTO DELLE FAMIGLIE DI OGGI: NON SOFFRIRE
Ad aver degradato la scuola sono concorse quelle politiche culturali, diffuse a cavallo degli anni ’70, che hanno contribuito a dissacrare l’ idea stessa dell’autorità, del rigore, della disciplina e della necessità della fatica. E hanno diffuso l’abitudine famigliare a un permissivismo estremo.
Conseguenze? Una profonda rivoluzione nel sistema scolastico che ha ammorbidito la durezza degli esami, ridotto i voti negativi, quasi eliminate le bocciature e sospensioni, abolito il rinvio a settembre e l’ efficacia dissuasiva del voto di condotta.
Dice Mario Pirani, nell’edizione de“ La Repubblica” del 14 maggio 2005, che " è stato lo stesso “concetto di aziendalizzazione” della mentalità capitalista e consumistica ad aver trasformato anche lo scolaro, già a partire dalle elementari, in un cliente che ha sempre ragione e che non si deve scontentare. Messa al bando l’accettazione all’ elaborazione della frustrazione, i giovani sono stati allevati dalle famiglie e dalla pedagogia imperante nell’ideologia che nulla è davvero vietato, che le proibizioni eventuali sono puramente simboliche e che remissibili sono pure le punizioni ".vecchia classe

SOLUZIONI?
Dalle pagine del Corriere della Sera Alberini ha chiesto aiuto agli scolari:
"Dovreste chiedere più esami e dovreste chiederli più rigorosi. Mi rendo conto che sembra un’assurdità. Ma, se non ci pensate voi, non lo faranno né i vostri genitori né i vostri insegnanti. I genitori ormai fanno un solo figlio e il più tardi possibile. Per farsi amare soddisfano ogni suo desiderio. Poi lo passano all’asilo, alla scuola e qui gli insegnanti cercano di evitargli prove ed esami che potrebbero procurargli traumi. Risultato: è la prima volta nella storia che una generazione arriva all’università senza aver incontrato fin da piccoli una serie progressiva di esami, senza aver imparato a concentrarsi, ad affrontare le sfide, a stringere i denti, a combattere e a resistere alle sconfitte e alle frustrazioni. È pericoloso. Ma voi potete obiettarmi: noi esseri umani abbiamo sempre fatto di tutto per evitare il dolore fisico, la paura, la sofferenza e abbiamo sempre voluto il piacere, la sicurezza, abbiamo cercato di soddisfare i nostri desideri, di evitare gli ostacoli, i problemi. Certo, però se non sentissimo il dolore ci feriremmo in continuazione e non riusciremmo a sopravvivere. Se non provassimo paura moriremmo ".

di Bruna Martini

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