Riforma Copyright UE: in cosa consiste?

Nella mattinata di mercoledì 12 settembre 2018 il Parlamento Europeo ha approvato con 438 voti favorevoli, 226 contrari e 39 astensioni l’attesa riforma europea sul copyright. È una normativa che ha fatto tanto discutere nelle ultime settimane, visto che potrebbe cambiare totalmente il mondo digitale. Sul web non ci sarebbe un adeguato riconoscimenti di diritti d’autore e così l’obiettivo è proprio quello di introdurre l’obbligo per le piattaforme di usare strumenti di filtraggio per evitare la produzione di contenuti che violino il copyright.

Riforma Copyright UE: in cosa consiste?

Riforma Copyright UE: le critiche

In particolare erano stati tanto criticati nelle ultime settimane l’articolo 11 e l’articolo 13: il primo prevede la “link tax“, ossia un contributo che i siti dovrebbero pagare agli editori e agli autori ogni volta che vengono linkati, per l’appunto, contenuti protetti da copyright; il secondo invece sarebbe un “filtro preventivo” attuato dalle stesse piattaforme prima di pubblicare qualcosa online. Alcuni hanno paragonato l’articolo 13 ad un vero e proprio “bavaglio” per il mondo della Rete. A luglio Wikipedia aveva protestato contro queste novità: il primo articolo infatti potrebbe impedire di linkare gli articoli nella citazione delle fonti, mentre il secondo cozzerebbe con l’idea di libertà d’opinione.

Riforma Copyright UE: cosa cambia

In merito all’articolo 11 gli editori dovrebbero concludere accordi di licenza con gli aggregatori di notizie, come Google News, per avere una “ricompensa” in merito alle anteprime e/o snippet pubblicate online. Non a caso i grandi editori hanno spesso attaccato i colossi del web di sfruttare gratuitamente i loro contenuti, dimenticando però che gran parte del traffico arriva dagli stessi, come Google e Facebook. Secondo Il Post Google potrebbe chiudere il servizio Google News in Europa. Lo ha già fatto in Spagna e Germania, dove la riforma era stata anticipata da misure nazionali. Quando a Facebook pare che al momento non sarà toccato dalla riforma. Ci sono però ancora molti dubbi su tutto.

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